Un labo­ra­to­rio di Uma­ni­tà Aumen­ta­ta a Napoli

Pres­so il Par­co Tec­no­lo­gi­co Fab­bri­ca Ita­lia­na dell’Innovazione 

Napo­li come cro­ce­via di inno­va­zio­ne, dia­lo­go tra ter­ri­to­ri e labo­ra­to­rio medi­ter­ra­neo di futu­ro. Con que­sta pro­spet­ti­va si è tenu­to lune­dì 4 mag­gio, pres­so il Par­co Tec­no­lo­gi­co Fab­bri­ca Ita­lia­na dell’Innovazione, l’incontro Napo­li labo­ra­to­rio nazio­na­le di Uma­ni­tà Aumen­ta­ta”, IV tap­pa del tour di pre­sen­ta­zio­ne di Jazz’inn Capi­ta­le 2026, pro­mos­so da Fon­da­zio­ne Ampioraggio.

L’iniziativa, orga­niz­za­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con NOI – Next Open Inno­va­tion e Cam­pa­nia Valo­re APS, si inse­ri­sce nel per­cor­so del­la X edi­zio­ne di Jazz’inn e por­te­rà, nel 2026, alle 2 edi­zio­ni di Ostia e Roma, sot­to il segno del tema Uma­ni­tà Aumen­ta­ta – Per­so­ne oltre la tec­no­lo­gia”. Al cen­tro del­la gior­na­ta, una rifles­sio­ne sul ruo­lo che inno­va­zio­ne col­la­bo­ra­ti­va, intel­li­gen­za arti­fi­cia­le, mani­fat­tu­ra avan­za­ta, pro­te­zio­ne dei ter­ri­to­ri e nuo­ve reti di coo­pe­ra­zio­ne pos­so­no svol­ge­re per costrui­re model­li di svi­lup­po più resi­lien­ti e inclu­si­vi. Ad apri­re i lavo­ri è sta­to Giu­sep­pe De Nico­la, Diret­to­re Gene­ra­le di Fon­da­zio­ne Ampio­rag­gio, con un inter­ven­to dedi­ca­to ai die­ci anni di Jazz’inn e alla visio­ne di un eco­si­ste­ma che inter­pre­ta i ter­ri­to­ri non come peri­fe­rie, ma come luo­ghi gene­ra­to­ri di inno­va­zio­ne. Sono Segui­ti due panel tema­ti­ci : Aero­spa­zio, star­tup e inno­va­zio­ne indu­stria­le” e Inno­va­re per pro­teg­ge­re, nell’era
dell’Umanità Aumen­ta­ta”, con il con­tri­bu­to di espo­nen­ti del mon­do impren­di­to­ria­le, acca­de­mi­co, asso­cia­ti­vo e cul­tu­ra­le. La ses­sio­ne fina­le è sta­ta dedi­ca­ta a una call to action sul­le sfi­de del­la Cam­pa­nia, con l’obiettivo di coin­vol­ge­re nuo­vi part­ner e case giver nel­la costru­zio­ne del pro­gram­ma 2026.

Le dichia­ra­zio­ni pri­ma dell’evento :

Con Uma­ni­tà Aumen­ta­ta pro­po­nia­mo una let­tu­ra dell’innovazione che rimet­te al cen­tro per­so­ne, comu­ni­tà e ter­ri­to­ri”, dichia­ra Gio­van­na Rug­gie­ro, pre­si­den­te di Fon­da­zio­ne Ampio­rag­gio. e Napo­li rap­pre­sen­ta il luo­go sim­bo­lo e stra­te­gi­co per que­sto con­fron­to : una cit­tà capa­ce di tene­re insie­me crea­ti­vi­tà, mani­fat­tu­ra, ricer­ca e la dimen­sio­ne medi­ter­ra­nea neces­sa­ria per far emer­ge­re nuo­vi model­li di svi­lup­po real­men­te sostenibili”.

Per Costan­ti­no For­mi­ca, socio Ampio­rag­gio e pre­si­den­te di NOI – Next Open Inno­va­tion e Cam­pa­nia Valo­re APS, co-orga­niz­za­to­ri dell’iniziativa, que­sto appun­ta­men­to vuo­le affer­ma­re Napo­li come labo­ra­to­rio nazio­na­le di con­ta­mi­na­zio­ne tra inno­va­zio­ne tec­no­lo­gi­ca, cul­tu­ra e respon­sa­bi­li­tà civi­le. Par­la­re di Uma­ni­tà Aumen­ta­ta signi­fi­ca inter­ro­gar­si su come orien­ta­re il cam­bia­men­to, non subir­lo. Ed è par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­vo far­lo in un ter­ri­to­rio che può espri­me­re un ruo­lo gui­da per il Mez­zo­gior­no, per il Medi­ter­ra­neo e per l’Italia”.

Secon­do Giu­sep­pe De Nico­la, il mes­sag­gio di Jazz’inn è che il futu­ro non si con­cen­tra solo nei gran­di hub glo­ba­li : può nasce­re nei ter­ri­to­ri quan­do si atti­va­no rela­zio­ni e intel­li­gen­za collettiva”.

L’incontro si inse­ri­sce nel tour nazio­na­le con cui Fon­da­zio­ne Ampio­rag­gio sta pro­muo­ven­do il decen­na­le di Jazz’inn come piat­ta­for­ma per­ma­nen­te di open inno­va­tion col­la­bo­ra­ti­va e come spa­zio di con­fron­to sul­le tra­sfor­ma­zio­ni eco­no­mi­che, socia­li e tec­no­lo­gi­che in corso.




L’ even­to è sta­to mode­ra­to da Costan­ti­no For­mi­ca Pre­si­den­te di NOI Next Open Inno­va­tion ed ha visto l’alternarsi di due panel.

PANEL 1 Inno­va­zio­ne e Startup
Lui­gi lava­ro­ne Pre­si­den­te SAM
Vin­cen­zo Lipar­di Pre­si­den­te SPICI
Fabio De Feli­ce Ordi­na­rio di Impian­ti Indu­stria­li Uni­ver­si­tà Partenope
Fabio Pacel­li co-foun­der ICT Values

PANEL 2 Inno­va­re per pro­teg­ge­re, nel­l’e­ra dell’Umanità Aumentata
Cri­stia­na Fevo­la Mana­ger Tem­pi Moderni
Patri­zia Palum­bo Pres. Ass. Dream Team
Giu­sep­pe Rea­le Dir. Com­pl. Monum. San­ta Maria La Nova
Miche­lan­ge­lo Rus­so Ordi­na­rio di Urba­ni­sti­ca Uni­ver­si­tà Fede­ri­co II




Il mode­ra­to­re dell’evento Costan­ti­no For­mi­ca pri­ma dell’inizio dei lavo­ri ha dato let­tu­ra di una dichia­ra­zio­ne del pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Ser­gio Mat­ta­rel­la e del Il Car­di­na­le di Napo­li Dome­ni­co Battaglia.

Il Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Ser­gio Mat­ta­rel­la, nel suo discor­so in occa­sio­ne del Pri­mo Mag­gio 2026, pro­nun­cia­to il 30 apri­le pres­so lo sta­bi­li­men­to Piag­gio di Pon­te­de­ra ha defi­ni­to gli infor­tu­ni e le mor­ti sul lavo­ro come una pia­ga inac­cet­ta­bi­le” e un tri­bu­to inac­cet­ta­bi­le”. Oltre mil­le vite spez­za­te”.….. tra luo­ghi di lavo­ro e in iti­ne­re, si con­ta­no anco­ra più di mil­le vit­ti­me l’an­no, un nume­ro tra­gi­ca­men­te alto.

Il Car­di­na­le di Napo­li Dome­ni­co Bat­ta­glia : Non pos­sia­mo abi­tuar­ci ai nume­ri. La mor­te sul lavo­ro è il fal­li­men­to di una civil­tà. Quan­do la sicu­rez­za diven­ta un costo da taglia­re’ e non un dirit­to sacro, abbia­mo gia per­so la nostra ani­ma. Una socie­tà che non pro­teg­ge chi lavo­ra è una socie­tà che ha smes­so di ama­re. Non sono mor­ti bian­che’ — non c’è nien­te di bian­co o di puli­to in que­ste mor­ti — sono mor­ti che gri­da­no ven­det­ta al cospet­to di Dio per­ché sono nate dal­l’in­dif­fe­ren­za, dal­la fret­ta, dal­la logi­ca spie­ta­ta del fare di più con meno”. È un fal­li­men­to del­la Costi­tu­zio­ne e un tra­di­men­to del Van­ge­lo. Un lavo­ro che ucci­de non è lavo­ro, è ido­la­tria del pro­fit­to”. Se la nostra Costi­tu­zio­ne met­te il lavo­ro alla base del­l’e­di­fi­cio comu­ne, è per­ché il lavo­ro non è una mer­ce, non è un nume­ro in un bilan­cio : è la pro­se­cu­zio­ne del­la crea­zio­ne di Dio”. Una
demo­cra­zia fon­da­ta sul lavo­ro’ non può reg­ger­si sul­le sab­bie mobi­li del pre­ca­ria­to sel­vag­gio, dove la vita è appe­sa a un con­trat­to di un mese, toglien­do ai nostri gio­va­ni la pos­si­bi­li­tà di sogna­re, di ama­re, di met­te­re su famiglia”.