Nell’ambito del programma Artemis, la NASA invierà astronauti in missioni sempre più difficili per esplorare una porzione maggiore della Luna, al fine di ottenere scoperte scientifiche, benefici economici e gettare le basi per le prime missioni con equipaggio su Marte. Per raggiungere l’obiettivo nazionale di far atterrare astronauti americani sulla superficie della Luna e mantenere la superiorità degli Stati Uniti nell’esplorazione e nella scoperta, la NASA sta aumentando la frequenza delle missioni nell’ambito del programma Artemis, standardizzando la configurazione del razzo SLS (Space Launch System) e aggiungendo una nuova missione.
La nuovissima navicella spaziale della NASA Orion è stata sviluppata per poter inviare astronauti sulla Luna e rappresenta un passo cruciale verso l’invio di equipaggi su Marte. La navicella spaziale Orion fungerà da veicolo di esplorazione, trasportando e sostenendo gli equipaggi delle missioni Artemis sulla Luna e riportandoli sani e salvi sulla Terra. Orion è stata lanciata a bordo del nuovo razzo vettore pesante della NASA, l’SLS (Space Launch System).
Il nuovo programma lunare NASA Artemis non ha come obiettivo solo il ritorno dell’uomo sulla Luna, come si è fatto con le Missioni Apollo, ma la permanenza prolungata con costruzione di basi sul suolo lunare. In questo decennio e nel prossimo sono previste 10 missioni. Dopo Artemis II che si è svolta nel mese di aprile 2026, il primo allunaggio è previsto con Artemis IV non prima del 2028.
Il nome del programma Artemis ha origine da Artemide, dea della caccia e della Luna, mitologicamente gemella di Apollo. Il progetto vede protagonisti principalmente la NASA, con la collaborazione di alcune aziende statunitensi (Boeing, Lockheed Martin e SpaceX) e di partner internazionali come l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) e la CSA (Agenzia Spaziale Canadese). Con il programma Artemis si vuole costruire una base sulla luna per avviare la prima permanenza umana prolungata su di essa.
LE TUTE SPAZIALI ARANCIONI INVECE CHE BIANCHE
Nelle foto della missione Artemis II c’è un dettaglio che cattura subito l’occhio : le tute arancioni dei quattro astronauti – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen (foto sotto). Un colore che stona, almeno all’apparenza, con l’immaginario classico che tutti abbiamo in testa. Perché sì, quando pensiamo agli astronauti, li immaginiamo quasi sempre in bianco, sospesi nel vuoto nero dello spazio.

Eppure, quell’arancione acceso non è affatto una novità. Chi ha seguito l’epoca dello Space Shuttle lo riconosce subito : è lo stesso colore delle tute indossate durante lancio e rientro. Ma allora perché questa differenza così marcata ? La risposta sta tutta nella funzione, più che nell’estetica. Il bianco, che domina nelle passeggiate spaziali e nelle immagini più iconiche, non è una scelta casuale : riflette i raggi del Sole e aiuta a mantenere la temperatura sotto controllo. Nello spazio, dove non c’è aria a dissipare il calore, questo dettaglio può fare la differenza tra comfort e pericolo. Insomma, quando si esce dalla navicella, il bianco è il miglior alleato contro il surriscaldamento. L’arancione, invece, gioca un’altra partita. È un colore che spicca immediatamente, soprattutto contro il blu dell’oceano. In caso di ammaraggio d’emergenza, individuare rapidamente gli astronauti è fondamentale : ecco perché durante le fasi
più critiche del volo – decollo e rientro – si scelgono tute così vistose. E Artemis II ? Nessuna passeggiata spaziale, nessun allunaggio. Gli astronauti resteranno sempre all’interno della capsula Orion. Per questo si torna all’arancione, proprio come ai tempi dello Shuttle : una scelta pratica, ma anche un piccolo omaggio a quella tradizione. Dietro a un semplice colore, quindi, si nasconde una storia fatta di sicurezza, ingegneria e sopravvivenza. Nello spazio, anche i dettagli più “stilistici” hanno sempre un motivo molto concreto.
RICE la Mascotte del Progetto Artemis
Rise (o “Rise the Plush”) è la mascotte ufficiale della missione Artemis II della NASA, lanciata nell’aprile 2026. Questo piccolo peluche ha il compito di segnalare l’assenza di gravità all’interno della capsula Orion quando ha iniziato a fluttuare. Il nome : È il diminutivo di “Earthrise” (Terra che sorge), la famosa fotografia scattata dagli astronauti dell’Apollo 8 e rappresenta la celebrazione del ritorno umano alla Luna dopo oltre 50 anni ed ha accompagnato l’equipaggio durante i 10 giorni di viaggio.

Anche durante Jumpinfuture 2024 (SMS : Small Mission to Space) la SMS Engineering ha utilizzato un Indicatore di Gravità Zero : Cosmo…il cane spaziale. Con la Campagna Jumpinfuture del Center for near Space dell’Italian Institute for the Future, il Presidente Antonio Ascione, il CEO Francesco Castagna, il Vicepresidente Massimiliano Canestro e il Direttore Generale Rosangela Capasso della SMS Engineering
sono diventati µAstronauti attraverso voli parabolici con velivoli dell’aviazione generale a Gravità Zero e parimenti Cosmo. La Missione è stata raccontata attraverso una lettera corredata da figurine a sua Santità Papa Francesco che ha risposto con una Benedizione verso i µAstronauti e le loro famiglie e anche Cosmo !

I Data Center e lo Spazio
La connessione tra i data center e i viaggi nello spazio è più stretta di quanto sembri : entrambi fanno parte della stessa infrastruttura tecnologica globale che permette di gestire, analizzare e trasmettere enormi quantità di dati in condizioni estreme. Innanzitutto per il Controllo delle missioni spaziali. Ogni missione spaziale — dalle capsule con astronauti ai rover su Marte — è controllata da centri sulla Terra (come quelli della NASA o dell’ESA). Questi centri si appoggiano a data center per : elaborare dati in tempo reale, monitorare sistemi di bordo e inviare comandi ai veicoli spaziali. Senza data center, il controllo di una missione sarebbe impossibile parimenti l’analisi dei dati scientifici, le comunicazioni satellitari, l’addestramento e le simulazioni. In sintesi i data center sono il “cervello digitale” che rende possibili i viaggi nello spazio : senza di loro, non potremmo controllare missioni,
analizzare dati o comunicare con ciò che è oltre l’atmosfera

Il Futuro : i data center nello spazio
Si sta studiando la possibilità di costruire data center orbitanti : alimentati da energia solare continua, con raffreddamento naturale nel vuoto e più vicini ai satelliti. Questo ridurrebbe latenza e consumo energetico sulla Terra.
Come funzionerebbero i datacenter nello spazio
Un datacenter orbitale è essenzialmente : un satellite o un modulo in orbita (tipo “mini-stazioni”), pieni di server, storage e sistemi di rete, collegati tra loro e con la Terra. È un Cloud nello Spazio. L’ Alimentazione sarebbe con energia solare, Userebbero pannelli solari (molto efficienti, senza atmosfera) con Energia continua (soprattutto in orbita alta) a costo zero per il consumo e con meno limiti energetici. La vera sfida è il raffreddamento. Sulla Terra si usa l’acqua e l’aria. Nello spazio non c’è aria (niente ventole tradizionali) e il calore si dissipa solo per irraggiamento. Soluzioni : grandi radiatori termici, materiali ad alta conducibilità e design per disperdere calore verso il vuoto. Riguardo la protezione e l’affidabilità ci sono dei Problemi unici : radiazioni cosmiche, detriti spaziali e l’impossibilità di manutenzione diretta a cui si potrebbe ovviare con
hardware “radiation-hardened”, ridondanza estrema e sistemi autonomi di auto-riparazione (software). Benchè vi siano costi di lancio altissimi, una manutenzione complessa, il raffreddamento difficile e il rischio detriti/spazio affollato ci sono Progetti reali (in sviluppo) da parte di Microsoft + Azure Space con esperimenti (tipo Project Natick, anche se subacqueo, ha ispirato questi modelli), Axiom Space per infrastrutture commerciali in orbita, startup europee e USA per “orbital data centers” e connessione con reti tipo Starlink. Nel lungo termine potremmo avere : datacenter in orbita bassa (LEO), infrastrutture attorno alla Luna e computing distribuito tra Terra e spazio.
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NEWS SUI PROGETTI ARTEMIS : Artemis II News and Updates — NASA
Come si Vola con la Navicella ORION
Durante il volo di Artemis II della NASA, la prima missione con equipaggio nell’ambito del programma Artemis, gli astronauti hanno preso i comandi della navicella spaziale Orion e l’hanno pilotata periodicamente manualmente durante il volo attorno alla Luna e ritorno. La missione ha offerto la prima opportunità per garantire che la navicella funzioni come previsto con esseri umani a bordo, in vista delle future missioni Artemis sulla superficie lunare.

ARTEMIS II : Costruzione di basi sul suolo lunare, Missioni verso Marte e Curiosità
in NewsNell’ambito del programma Artemis, la NASA invierà astronauti in missioni sempre più difficili per esplorare una porzione maggiore della Luna, al fine di ottenere scoperte scientifiche, benefici economici e gettare le basi per le prime missioni con equipaggio su Marte. Per raggiungere l’obiettivo nazionale di far atterrare astronauti americani sulla superficie della Luna e mantenere la superiorità degli Stati Uniti nell’esplorazione e nella scoperta, la NASA sta aumentando la frequenza delle missioni nell’ambito del programma Artemis, standardizzando la configurazione del razzo SLS (Space Launch System) e aggiungendo una nuova missione.
La nuovissima navicella spaziale della NASA Orion è stata sviluppata per poter inviare astronauti sulla Luna e rappresenta un passo cruciale verso l’invio di equipaggi su Marte. La navicella spaziale Orion fungerà da veicolo di esplorazione, trasportando e sostenendo gli equipaggi delle missioni Artemis sulla Luna e riportandoli sani e salvi sulla Terra. Orion è stata lanciata a bordo del nuovo razzo vettore pesante della NASA, l’SLS (Space Launch System).
Il nuovo programma lunare NASA Artemis non ha come obiettivo solo il ritorno dell’uomo sulla Luna, come si è fatto con le Missioni Apollo, ma la permanenza prolungata con costruzione di basi sul suolo lunare. In questo decennio e nel prossimo sono previste 10 missioni. Dopo Artemis II che si è svolta nel mese di aprile 2026, il primo allunaggio è previsto con Artemis IV non prima del 2028.
Il nome del programma Artemis ha origine da Artemide, dea della caccia e della Luna, mitologicamente gemella di Apollo. Il progetto vede protagonisti principalmente la NASA, con la collaborazione di alcune aziende statunitensi (Boeing, Lockheed Martin e SpaceX) e di partner internazionali come l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese) e la CSA (Agenzia Spaziale Canadese). Con il programma Artemis si vuole costruire una base sulla luna per avviare la prima permanenza umana prolungata su di essa.
LE TUTE SPAZIALI ARANCIONI INVECE CHE BIANCHE
Nelle foto della missione Artemis II c’è un dettaglio che cattura subito l’occhio : le tute arancioni dei quattro astronauti – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen (foto sotto). Un colore che stona, almeno all’apparenza, con l’immaginario classico che tutti abbiamo in testa. Perché sì, quando pensiamo agli astronauti, li immaginiamo quasi sempre in bianco, sospesi nel vuoto nero dello spazio.
Eppure, quell’arancione acceso non è affatto una novità. Chi ha seguito l’epoca dello Space Shuttle lo riconosce subito : è lo stesso colore delle tute indossate durante lancio e rientro. Ma allora perché questa differenza così marcata ? La risposta sta tutta nella funzione, più che nell’estetica. Il bianco, che domina nelle passeggiate spaziali e nelle immagini più iconiche, non è una scelta casuale : riflette i raggi del Sole e aiuta a mantenere la temperatura sotto controllo. Nello spazio, dove non c’è aria a dissipare il calore, questo dettaglio può fare la differenza tra comfort e pericolo. Insomma, quando si esce dalla navicella, il bianco è il miglior alleato contro il surriscaldamento. L’arancione, invece, gioca un’altra partita. È un colore che spicca immediatamente, soprattutto contro il blu dell’oceano. In caso di ammaraggio d’emergenza, individuare rapidamente gli astronauti è fondamentale : ecco perché durante le fasi
più critiche del volo – decollo e rientro – si scelgono tute così vistose. E Artemis II ? Nessuna passeggiata spaziale, nessun allunaggio. Gli astronauti resteranno sempre all’interno della capsula Orion. Per questo si torna all’arancione, proprio come ai tempi dello Shuttle : una scelta pratica, ma anche un piccolo omaggio a quella tradizione. Dietro a un semplice colore, quindi, si nasconde una storia fatta di sicurezza, ingegneria e sopravvivenza. Nello spazio, anche i dettagli più “stilistici” hanno sempre un motivo molto concreto.
RICE la Mascotte del Progetto Artemis
Rise (o “Rise the Plush”) è la mascotte ufficiale della missione Artemis II della NASA, lanciata nell’aprile 2026. Questo piccolo peluche ha il compito di segnalare l’assenza di gravità all’interno della capsula Orion quando ha iniziato a fluttuare. Il nome : È il diminutivo di “Earthrise” (Terra che sorge), la famosa fotografia scattata dagli astronauti dell’Apollo 8 e rappresenta la celebrazione del ritorno umano alla Luna dopo oltre 50 anni ed ha accompagnato l’equipaggio durante i 10 giorni di viaggio.
Anche durante Jumpinfuture 2024 (SMS : Small Mission to Space) la SMS Engineering ha utilizzato un Indicatore di Gravità Zero : Cosmo…il cane spaziale. Con la Campagna Jumpinfuture del Center for near Space dell’Italian Institute for the Future, il Presidente Antonio Ascione, il CEO Francesco Castagna, il Vicepresidente Massimiliano Canestro e il Direttore Generale Rosangela Capasso della SMS Engineering
sono diventati µAstronauti attraverso voli parabolici con velivoli dell’aviazione generale a Gravità Zero e parimenti Cosmo. La Missione è stata raccontata attraverso una lettera corredata da figurine a sua Santità Papa Francesco che ha risposto con una Benedizione verso i µAstronauti e le loro famiglie e anche Cosmo !
I Data Center e lo Spazio
La connessione tra i data center e i viaggi nello spazio è più stretta di quanto sembri : entrambi fanno parte della stessa infrastruttura tecnologica globale che permette di gestire, analizzare e trasmettere enormi quantità di dati in condizioni estreme. Innanzitutto per il Controllo delle missioni spaziali. Ogni missione spaziale — dalle capsule con astronauti ai rover su Marte — è controllata da centri sulla Terra (come quelli della NASA o dell’ESA). Questi centri si appoggiano a data center per : elaborare dati in tempo reale, monitorare sistemi di bordo e inviare comandi ai veicoli spaziali. Senza data center, il controllo di una missione sarebbe impossibile parimenti l’analisi dei dati scientifici, le comunicazioni satellitari, l’addestramento e le simulazioni. In sintesi i data center sono il “cervello digitale” che rende possibili i viaggi nello spazio : senza di loro, non potremmo controllare missioni,
analizzare dati o comunicare con ciò che è oltre l’atmosfera
Il Futuro : i data center nello spazio
Si sta studiando la possibilità di costruire data center orbitanti : alimentati da energia solare continua, con raffreddamento naturale nel vuoto e più vicini ai satelliti. Questo ridurrebbe latenza e consumo energetico sulla Terra.
Come funzionerebbero i datacenter nello spazio
Un datacenter orbitale è essenzialmente : un satellite o un modulo in orbita (tipo “mini-stazioni”), pieni di server, storage e sistemi di rete, collegati tra loro e con la Terra. È un Cloud nello Spazio. L’ Alimentazione sarebbe con energia solare, Userebbero pannelli solari (molto efficienti, senza atmosfera) con Energia continua (soprattutto in orbita alta) a costo zero per il consumo e con meno limiti energetici. La vera sfida è il raffreddamento. Sulla Terra si usa l’acqua e l’aria. Nello spazio non c’è aria (niente ventole tradizionali) e il calore si dissipa solo per irraggiamento. Soluzioni : grandi radiatori termici, materiali ad alta conducibilità e design per disperdere calore verso il vuoto. Riguardo la protezione e l’affidabilità ci sono dei Problemi unici : radiazioni cosmiche, detriti spaziali e l’impossibilità di manutenzione diretta a cui si potrebbe ovviare con
hardware “radiation-hardened”, ridondanza estrema e sistemi autonomi di auto-riparazione (software). Benchè vi siano costi di lancio altissimi, una manutenzione complessa, il raffreddamento difficile e il rischio detriti/spazio affollato ci sono Progetti reali (in sviluppo) da parte di Microsoft + Azure Space con esperimenti (tipo Project Natick, anche se subacqueo, ha ispirato questi modelli), Axiom Space per infrastrutture commerciali in orbita, startup europee e USA per “orbital data centers” e connessione con reti tipo Starlink. Nel lungo termine potremmo avere : datacenter in orbita bassa (LEO), infrastrutture attorno alla Luna e computing distribuito tra Terra e spazio.
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NEWS SUI PROGETTI ARTEMIS : Artemis II News and Updates — NASA
Come si Vola con la Navicella ORION
Durante il volo di Artemis II della NASA, la prima missione con equipaggio nell’ambito del programma Artemis, gli astronauti hanno preso i comandi della navicella spaziale Orion e l’hanno pilotata periodicamente manualmente durante il volo attorno alla Luna e ritorno. La missione ha offerto la prima opportunità per garantire che la navicella funzioni come previsto con esseri umani a bordo, in vista delle future missioni Artemis sulla superficie lunare.
Zucchetti premia SMS Engineering : riconfermato il titolo di Top Partner ERP per il 2026
in NewsSMS Engineering si conferma anche quest’anno tra i partner di eccellenza dell’ecosistema Zucchetti, ricevendo nuovamente il prestigioso riconoscimento di Zucchetti Top Partner ERP. Il premio è stato consegnato al Direttore Generale Rosangela Capasso e al Team ERP di SMS Engineering, alla presenza di Stefano Livian e Simone Noviello di Zucchetti Group.
Il titolo di Top Partner ERP rappresenta il massimo livello di riconoscimento nell’ambito delle soluzioni gestionali Zucchetti e identifica partner che si distinguono per competenze tecniche, qualità dei servizi e capacità di supportare le aziende nei loro percorsi di innovazione digitale.
Grazie a un team di professionisti altamente qualificati e certificati, SMS Engineering è in grado di offrire consulenza e supporto in tutte le fasi del progetto : dalla fase di analisi e pre-vendita fino all’implementazione e all’assistenza post-vendita, garantendo soluzioni gestionali efficaci e scalabili per piccole, medie e grandi imprese.
STORY TIME : Intervista a Rosangela Capasso Managing Director SMS Engineering sul riconoscimento ricevuto da Zucchetti

Le competenze specialistiche maturate nelle aree di prodotto, infrastruttura e progettazione rendono il Top Partner ERP un interlocutore strategico per le aziende che desiderano affrontare con successo le sfide dell’evoluzione tecnologica e della digitalizzazione dei processi aziendali.
In qualità di Top Partner ERP, SMS Engineering condivide con Zucchetti strategie, obiettivi e standard operativi, rappresentando sul territorio un punto di riferimento per le imprese che cercano soluzioni gestionali innovative e affidabili.
Entrare a far parte della rete Top Partner Zucchetti significa operare all’interno di un ecosistema selezionato di aziende che condividono elevati standard qualitativi, visione strategica e un forte orientamento all’innovazione e al valore per il cliente.
L’offerta Zucchetti di SMS Engineering copre principalmente :
Area Gestionale
Area Logistica
Area Digitalizzazione processi
Nella Foto a Destra Rosangela Capasso riceve il Premio Zucchetti Top Partner ERP 2026 dall’ Area Manager di Zucchetti Group Stefano Livian

L’ AIRA alla BMT per “L’importanza del Brand per la competitività delle imprese”
in NewsSi è tenuto il 12 marzo 2026, un convegno oraganizzato dall’ AIRA, Associazione Italiana Rating Advisory e dalla agenzia di comunicazione Dabliu dal titolo “L’importanza del Brand per la competitività delle imprese” durante la Borsa Mediterranea del Turismo presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. Il Brand è l’identità dell’azienda e permette all’azienda di diversificarsi rispetto alle altre e va oltre il marchio. Il Brand è importante anche per la valutazione del Rating Bancario. La parte qualitativa del Rating dipende dall’immagine che l’azienda ha e dalla solidità che trasmette il suo brand e da quanto sia consolidato e riconosciuto sul mercato. La Conferenza ha voluto puntualizzare che il brand non è un costo di comunicazione ma un investimento strategico : accresce valore economico, protegge dall’erosione competitiva e costruisce relazioni durature con stakeholder interni ed esterni. Il Convegno ha avuto
come Testimonial Mister Monopoly in una cornice tutta dedicata al Monopoly dei Quartier Spagnoli. L’AIRA è main partner del Monopoly edizione Quartieri Spagnoli. Tra i relatori l’ ing. Massimiliano Canestro Vice Presidente della SMS Engineering e Meritorious Member dell’AIRA il Calendario della SMS Engineering legato al Monopoly. Il Monopoly Edizione Quartieri Spagnoli ha un Stazione dedicata alla SMS Engineering, LA Stazione TECNOLOGIA, una PROBABILITÀ “Hai un problema di Cyber Security o devi Innovare il tuo Sistema Informatico ? Per fortuna la SMS Engineering risolve tutto con competenza paga $50” ed un IMPREVISTO “Avanza fino alla Casella Tecnologia. Se passi dal Via ritira $200”. La SMS Engineering ha fatto vedere come ha legato il rproprio Brand al Monopoly ottenendo come risultato della campagna di comunicazione ed invio dei calendari i ringraziamenti di Papa Leone XIV, del Presidente della repubblica Sergio Mattarella,
del Premier Giorgia Meloni, di Re Carlo III e della Regina Camilla, di Re Felipe di Spagna, dei Reali del Belgio oltre che di numerosi Ministri, Imprenditori ed autorità. L’evento ha visto la Presentazione ed i saluti iniziali di Mario Bowinkel Presidente dell’AIRA, Alessio Piras Tesoriere dell’AIRA, Antonello Vivace e Aldo Carlotto della Dabliu. Si sono poi alternati 15 imprenditori per raccontare come il Brand è legato alla propria azienda tra cui Maurizio Marinella che ha presentato “We Chiaia per il rilancio del quartiere”: riqualificare il quartiere attraverso diverse iniziative e valorizzare le eccellenze che vi insistono per attrarre un turismo di qualità puntando a una comunicazione efficace e costante ed avere nuova narrazione di Chiaia.
Il brand è oggi uno degli asset strategici fondamentali per la competitività delle imprese. Non è solo un logo o un nome : è l’insieme di percezioni, valori, promesse e esperienze che un’azienda costruisce e comunica continuamente. Un brand forte facilita il riconoscimento sul mercato, differenzia dall’offerta dei concorrenti e orienta le scelte di acquisto dei clienti.
Dal punto di vista commerciale, un brand ben definito crea fiducia e riduce l’incertezza : i consumatori sono più inclini a scegliere prodotti o servizi provenienti da marchi noti, percepiti come più affidabili. Questo si traduce in maggiore fedeltà, ripetizione di acquisto e capacità di mantenere quote di mercato anche in presenza di pressione sui prezzi. Inoltre, un brand solido offre potere di pricing, permettendo spesso di vendere a margini superiori rispetto a concorrenti privi di identità distintiva.
Il brand influisce anche sull’innovazione e sull’espansione : una reputazione positiva apre la strada a nuovi lanci di prodotto e all’ingresso in nuovi mercati, riducendo i tempi e i costi di penetrazione. Sul fronte interno, un brand forte attrae talenti e favorisce l’engagement dei dipendenti, che diventano ambasciatori credibili dell’azienda. Nelle relazioni B2B, la forza del brand semplifica negoziazioni e partnership, aumentandone il valore percepito.
Nell’era digitale, la gestione del brand richiede coerenza multicanale : identità visiva, tono di voce, customer experience e presenza social devono raccontare la stessa promessa. Monitorare la reputazione online, rispondere prontamente ai feedback e misurare le metriche di brand equity sono attività imprescindibili per mantenere la competitività.
L’Associazione Italiana Rating Advisory (AIRA) è oggi il punto di riferimento in Italia dei professionisti specializzati nel rapporto Banca-Impresa. Il rapporto Banca-Impresa, le asimmetrie informative tra banca ed impresa e la mancanza di comunicazione finanziaria da parte delle PMI. Problematiche queste che possono comportare difficoltà nella gestione finanziaria dell’impresa, eventualmente determinando o acuendo problemi di liquidità e mettendo così a rischio la stessa continuità aziendale. Ecco quindi il ruolo del Rating Advisor, del Dottore Commercialista specializzato, cioè, che di fatto rappresenta il punto di contatto tra il mondo delle PMI ed i propri partner finanziari.
Generations : la nuova era dell’age diversity
in NewsSi è tenuto il 5 marzo Generations, la nuova masterclass del ciclo H(uman) Talks presso lo Skills Lab di Baronissi.
Come può la convivenza tra generazioni diverse diventare una leva strategica di innovazione, produttività e collaborazione, invece che una criticità da gestire ? È questa la domanda al centro di “Generations : la nuova era dell’age diversity”, appuntamento del ciclo H(uman) Talks, le masterclass gratuite organizzate da Skills e dedicate ai top HR leader del territorio campano. Un incontro pensato per chi guida le persone nelle organizzazioni e vuole affrontare il tema dell’intergenerazionalità come una vera sfida strategica. La masterclass, esclusiva a numero chiuso, è stata dedicata a chi desidera comprendere come valorizzare le differenze generazionali all’interno delle aziende, trasformandole in un motore di crescita, innovazione e collaborazione.
Per stimolare un confronto concreto e arricchito da prospettive diverse, interverranno figure di rilievo del mondo HR, accademico e imprenditoriale, con esperienze dirette e casi reali.
I Relatori del convegno ricevono in omaggio il Libro “Algoritmi intelligenti, responsabilità umane. L’intelligenza artificiale al servizio delle persone, non al loro posto” dell’ ing. Antonio Ascione
Si sono alternati negli interventi
Gianluca Nardone – Chief Human Resources Officer di Carraro Group
Antonio Ascione – Presidente e HR Manager, SMS Engineering | Consigliere AIDP
Marilù Fiore – Head Marketing, CityModa | VP Giovani Confindustria Bari
Marco Regoli – Head Career Services, Rome Business School
Rossella Canestrino – Docente di Business Ethics e CSR, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Moderatrice Maria Prete, Co-Founder di YBAB – You Before Any Business
L’evento è stato un momento di confronto all’interno del ciclo Human Talks : un percorso che ha già coinvolto oltre 40 HR leader del territorio e ha dato vita alla prima community dedicata ai professionisti HR del Mezzogiorno.
Sonia China
PM ITS SKILLS
Prof.ssa Rossella Canestrino
Docente di Business Ethics e CSR, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Antonio Ascione – Presidente e HR Manager, SMS Engineering | Consigliere AIDP
Spesso attribuiamo comportamenti e aspettative alle generazioni (Boomer, Millennials, Gen Z). Ma quanto queste differenze sono davvero generazionali e quanto invece legate alla fase di carriera o al contesto ? Come possono le organizzazioni evitare il rischio di creare nuovi stereotipi ?
L’age diversity rappresenta oggi una delle trasformazioni più rilevanti nel mondo del lavoro. Per la prima volta nella storia delle organizzazioni convivono contemporaneamente più generazioni – dai Baby Boomers alla Generazione Z – ciascuna portatrice di valori, competenze, aspettative e modalità di lavoro differenti.
Se gestita in modo superficiale, questa diversità può generare incomprensioni, stereotipi generazionali e difficoltà di comunicazione. Ma se affrontata con una prospettiva strategica, l’age diversity diventa una straordinaria leva di innovazione, apprendimento reciproco e crescita organizzativa.
Le generazioni più senior portano con sé esperienza, visione sistemica e conoscenza profonda dei processi, mentre le generazioni più giovani contribuiscono con nuove competenze digitali, agilità cognitiva e approcci innovativi al lavoro. La vera sfida per le organizzazioni non è quindi gestire le differenze, ma trasformarle in complementarità.
In questo contesto, l’HR assume un ruolo centrale nel progettare modelli di lavoro che favoriscano :
L’age diversity non è solo un tema di inclusione, ma una questione di sostenibilità organizzativa e competitività. Le aziende che riusciranno a valorizzare davvero la collaborazione tra generazioni saranno anche quelle più capaci di innovare, adattarsi al cambiamento e attrarre talenti.
In un mercato del lavoro sempre più complesso, la vera opportunità non è scegliere tra esperienza e novità, ma farle lavorare insieme.
Nel tema dell’age diversity si fa spesso riferimento alle generazioni presenti oggi nel mondo del lavoro, ognuna con un periodo di nascita indicativo. Le date possono variare leggermente a seconda delle fonti, ma questa è la classificazione più usata negli studi HR e sociologici
Generazioni e anni di nascita
Nel lavoro oggi (2026)
Nelle organizzazioni convivono soprattutto 4 – 5 generazioni :
Ed è proprio questa convivenza generazionale che crea il tema dell’age diversity : differenze di aspettative, leadership, tecnologia, comunicazione e valori.
L’AFCEA in Senato per la presentazione dell’undicesima edizione di Dronitaly : i dati e le prospettive del settore, 3 marzo
in NewsIL FUTURO è PRESENTE : UAS per impieghi civili
Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica
Martedì 3 marzo si è tenuto l’evento di presentazione di Dronitaly 2026 a Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica.
Durante l’incontro è emerso un quadro chiaro che conferma come l’Italia stia entrando nella fase più matura dello sviluppo dei droni. I numeri illustrano un comparto tecnico e operativo in decisa espansione :
Tra le Associazioni partecipanti l’AFCEA Naples. Nel contesto delle tecnologie UAV/droni dual-use e civili, il chapter di Napoli non è un operatore diretto di sistemi, ma svolge un ruolo di piattaforma di networking, ricerca, divulgazione tecnologica e confronto tra stakeholder (militari, università e aziende).
Il capitolo opera principalmente come forum tecnico-strategico per :
Presso il Senato della Repubblica Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani, si sono alternati negli interventi :
Saluti istituzionali
SEN. ANTONIO SALVATORE TREVISI
Membro 6a Commissione Finanze e Tesoro
Saluti introduttivi
Paolo Angelini
Amministratore Delegato, BolognaFiere Water&Energy
Daniela Pitton
Exhibition Manager, BFWE-Mirumir
Interventi
Benedetta FIorini
Membro Consiglio di Amministrazione ENAC
Alberto Iovino
Operational Support and Innovative Air Mobility Management ENAV
Nicola Nizzoli
Presidente ASSORPAS
Paola Olivares
Direttrice Osservatorio Droni e AAM, Politecnico di Milano
ANDREA DINI
Direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse CNR
Serena Geraldini
ISPRA — Coordinatrice gruppo di lavoro droni SNPA
Tiziana Petrillo
Consigliere Consiglio Nazionale degli Ingegneri CNI
Giuseppe Masanotti
Membro Comitato Tecnico Scientifico Dronitaly
In questo contesto di crescita e sviluppo del mercato, dall’11 al 13 marzo, Dronitaly 2026, giunta all’11° edizione, porterà a Bologna, presso l’EX-GAM Bologna Congress Center, circa 60 imprese, ricercatori, istituzioni e professionisti per tre giornate dedicate alle applicazioni civili e professionali dei droni, gli ultimi prodotti disponibili e in fase di sviluppo e un ricco programma convegni con spazi dedicati a ricerca e innovazione
Ing. Massimiliano Canestro
AFCEA Naples Chapter Secretary
segreteria@afceanaples.it
Accelerare la crescita con l’Equity Capital Market, 24 febbraio
in NewsMartedì 24 febbraio 2026 nella sede di Confindustria Salerno, si è tenuto l’incontro dal titolo “Accelerare la crescita con l’Equity Capital Market – Le società e il mercato EGM negli anni 2018 – 2024”.
L’iniziativa e stata promossa dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno in collaborazione con i Giovani Imprenditori ANICAV e nasce con l’obiettivo di creare un’occasione di confronto concreto sui temi della finanza per la crescita. Al centro del dibattito : l’accesso al mercato dei capitali, gli strumenti finanziari a supporto dello sviluppo e i percorsi di rafforzamento patrimoniale delle imprese, con un focus particolare sulle PMI.
Durante l’evento è stato presentato il volume “Accelerare la crescita con l’equity capital market”, curato dal Prof. Davide Ferrazzi dell’Università degli Studi Roma Tre. Il libro analizza l’andamento del mercato EGM (Euronext Growth Milan) nel periodo 2018 – 2024, evidenziando il ruolo dell’Equity Capital Market come leva strategica per migliorare la competitività, ottimizzare la struttura finanziaria e sostenere i processi di crescita aziendale. Il Prof. Mario Mustilli, Presidente di Sviluppo Campania, ha presentato molte delle soluzioni utili ad accellerare la crescita delle imprese, appartnenti al mercato dei capitali, e le soluzioni di Sviluppo Campania rivolte alle aziende della regione.
Il programma ha previsto interventi istituzionali e una tavola rotonda con professionisti del settore finanziario e dell’advisory, con l’obiettivo di offrire alle imprese una panoramica operativa sulle opportunità oggi disponibili e sulle principali dinamiche che caratterizzano il mercato.
Inizio modulo
SALUTI
Vincenzo IENNACO, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Salerno
Francesca PANCRAZIO, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori ANICAV
INTRODUZIONE
Maria Claudia CAPUTO, Consigliere Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Salerno con delega Credito, Finanza e Fisco
RELAZIONI
Gli interventi regionali a supporto della finanza di impresa
Mario MUSTILLI, Presidente Sviluppo Campania
Le imprese e il mercato EGM nel periodo 2018 – 2024 — Presentazione del volume Davide FERRAZZI, Professore a contratto di Corporate & Investment Banking Università Roma Tre
TAVOLA ROTONDA : Maurizio NAPOLI, Responsabile Advisory e Corporate Finance Banca Finnat Antonio RICCIO, Responsabile Fondo Cresci al Sud Invitalia Nicola TUFO, Partner e Board Member RSM Rosario PINGARO, Presidente Convergenze CONCLUSIONI Pierluigi PASTORE, Vicepresidente Confindustria Salerno delegato a Finanza, Credito e Incentivi
Fine modulo
La partecipazione di SMS Engineering al workshop sull’Equity Capital Market organizzato in Confindustria Salerno risponde a precise esigenze strategiche di crescita e posizionamento. In particolare : Supportare la crescita tramite operazioni straordinarie, comprendere strumenti e best practice dell’M&A, allineare la struttura aziendale agli standard di mercato dei capitali, fare networking qualificato con l’ecosistema ELITE, Borsa Italiana e Confindustria, prepararsi a scelte strategiche di medio-lungo periodo.
L’Ordine degli Ingegneri di Napoli a Pompei per i Rischi dei Siti Archeologici, 24 febbraio
in NewsMartedì 24 febbraio, presso l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei, si è tenuto il seminario dal titolo “Approcci ingegneristici per la valutazione e la mitigazione dei rischi nei parchi archeologici”, un momento di confronto dedicato alle più recenti metodologie per la tutela e la manutenzione del patrimonio archeologico. organizzato dall’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli con il Patrocinio : Parco Archeologico di Pompei, Parco Archeologico Pietrabbondante, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli
Tra i temi centrali dell’incontro è stato presentato il progetto PRIN MIRA – Multirisk Analysis of the Vulnerability of Archaeological Sites, che propone un approccio ingegneristico innovativo per l’analisi multilivello dei rischi e per la gestione della vulnerabilità dei siti archeologici.
Ad aprire i lavori è stato Vincenzo Calvanese, Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Parco Archeologico di Pompei, che ha portato anche i saluti del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, Andrea Prota, intervenuto nel suo ruolo di Consigliere dell’Ordine. Nel suo intervento, Calvanese ha sottolineato come, negli ultimi quindici anni, l’ingegneria abbia assunto un ruolo sempre più strategico nella salvaguardia, nella gestione, nella manutenzione e nel monitoraggio dei beni culturali. I primi contributi tecnici sono stati affidati ai docenti Marco Di Ludovico (Università degli Studi di Napoli Federico II) e Stefano Aversa (Università degli Studi di Napoli Parthenope). Il progetto PRIN MIRA vede la collaborazione di tre atenei : Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di Napoli Parthenope e Università degli Studi del Molise. Nel corso della giornata sono state inoltre presentate
ulteriori esperienze e buone pratiche nell’ambito delle discipline tecniche applicate alla conservazione, al monitoraggio e alla manutenzione dei siti archeologici.
Si sono alternati negli interventi ed i Saluti
Gabriel Zuchtriegel, Direttore Parco Archeologico di Pompei
Enrico Rinaldi, Direttore Regionale Musei Nazionali Molise
Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, degli Studi di Napoli Federico II — Presidente dell’Ordine degli Ingeneri della Provincia di Napoli
Renata Della Morte, Presidente della Scuola Interdipartimentale delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute — Università degli Studi di Napoli Parthenope
Giovanni Fabbrocino, Delegato alla Ricerca Università degli Studi del Molise
Sessione A — Chair : Vincenzo Calvanese
Il Progetto MiRA : Multi-Risk Analysis of the vulnerability of archeological sites
Marco Di Ludovico
P.I. progetto MiRA, DiST, Università degli Studi di Napoli Federico II
MiRA è un progetto di ricerca finanziato nell’ambito dei PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), che sviluppa un quadro metodologico innovativo per l’analisi dei rischi nei siti archeologici, con particolare attenzione alla vulnerabilità dei manufatti e delle strutture rispetto a rischi naturali e antropici
È incentrato su analisi multilivello : non solo valutare la probabilità di eventi pericolosi (come terremoti, fenomeni idrogeologici, instabilità del terreno, ecc.), ma anche misurare come tali eventi impattano sul patrimonio archeologico, e quindi definire strategie di mitigazione e intervento adeguate
Il progetto MiRA ha un approccio ingegneristico multidisciplinare, non si limita a considerare singoli aspetti del rischio, ma integra diverse discipline e metodi :
Il progetto quindi si colloca all’incrocio tra ricerca teorica, modelli quantitativi di valutazione e applicazioni pratiche nei parchi archeologici, cercando di offrire strumenti utili tanto alla comunità scientifica quanto ai professionisti del settore.
Microzonazione sismica della città antica di Pompei
Stefano Aversa
DING, Università degli Studi di Napoli Parthenope
La microzonazione sismica è uno studio dettagliato della risposta del terreno alla sollecitazione sismica su scale ridotte (decine – centinaia di metri), con l’obiettivo di individuare aree con comportamento sismico omogeneo e comprendere eventuali effetti locali di amplificazione del moto sismico. Questi studi sono fondamentali per la pianificazione antisismica, la mitigazione del rischio e la protezione del patrimonio culturale e infrastrutturale
Indagini e Modelli per la valutazione della vulnerabilità di Manufatti Archeologici
Marco Di Ludovico, Francesca Ceroni
DiST, Università degli Studi di Napoli Federico II, DING, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Un approccio interdisciplinare per la conservazione dei siti archeologici : il Parco Archeologico di Pietrabbondante (IS)
Antonio Sandoli
DiBT, Università degli Studi del Molise
Sessione B — Chair : Alessandra Zambrano

Microzonazione sismica dell’Area Archeologica Centrale di Roma Alessandro Pagliaroli
DiSEG, Università di Chieti-Pescara
Verso un approccio integrato di diagnostica e analisi strutturale : il caso del Parco Archeologico di Pompei
Lorenza Petrini
DICA Politecnico di Milano
UTILIZZO DEL GEORADAR 2D PER INDIVIDUARE LA TECNICA MURARIA A POMPEI
Monitoraggio in siti archeologici
Lucio Amato
Tecno IN SpA
L’evento si è concluso con una visita tecnica ai cantieri della Regio IX, un’area di scavo non ancora accessibile al pubblico. Sono stati illustrati i metodi adottati per la conservazione delle strutture riportate alla luce, con particolare attenzione alla tutela delle tracce lasciate dall’eruzione pliniana del 79 d.C.
La SMS Engineering sta sviluppando delle Soluzioni di Intelligenza Artificiale nel Progetto AI4HERITAGE. Questo progetto di ricerca AI4HE ha come caso di studio la Villa di Giulio Polibio nel Parco archeologico di Pompei. Il progetto prevede la generazione di un “digital twin” per la conoscenza, il restauro, la rigenerazione ambientale, la fruizione e la gestione del sito archeologico, che consenta una transizione da

un approccio segmentato a uno di tipo orizzontale, che definisce un ecosistema digitale del patrimonio culturale attraverso la rilevazione di immagini ad alta definizione e la post elaborazione con algoritmi di intelligenza artificiale. La partecipazione al workshop mira a individuare le best practice per l’implementazione di sistemi di Intelligenza Artificiale applicati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, con un’applicazione pilota proprio nel Parco Archeologico di Pompei.
Il Consorzio Facitaly ed Il Design dell’Acqua
in NewsL’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e Provincia ha ospitato, martedì 17 febbraio 2026, il seminario formativo “Design dell’acqua. Benessere, tecnologie e nuove opportunità”.
Non un semplice appuntamento didattico, ma un vero e proprio viaggio progettuale attorno all’acqua intesa come materia viva dell’architettura. Un pomeriggio in cui architettura, design, tecnologia, igiene e illuminotecnica si sono intrecciati in un racconto contemporaneo capace di restituire all’acqua il suo ruolo di infrastruttura culturale del benessere. L’acqua non più solo elemento funzionale, ma materiale progettuale fluido, capace di modellare spazi, generare atmosfere, definire soglie emotive. Da risorsa primaria a linguaggio espressivo, da componente tecnica a esperienza sensoriale : il seminario ha esplorato le nuove possibilità offerte dall’innovazione tecnologica e dalla ricerca, senza perdere il legame con la tradizione del progetto. “Design dell’Acqua” si è mosso su questo asse concettuale : ripensare il benessere come esperienza integrata, dove tecnica e visione dialogano per costruire ambienti più consapevoli, sostenibili e coinvolgenti. Un incontro che non si è limitato
a formare, ma ha contribuito a ridefinire l’immaginario contemporaneo del wellness progettato, aprendo nuove prospettive professionali per architetti e designer.
Si sono alternati negli interventi : Enrico Sodano, storyteller e visual strategist, Pasquale Sabatino, Isobit srl, Antonella Venezia, Presidente ADI Campania, Veronica Abbate, Lighting Designer, il professor Marco Guida, Università Federico II, Emilio Della Penna, esperto in finanza agevolata, Michele Coppola, Consorzio Facitaly con la moderazione di Salvatore Cozzolino, dell’Università Vanvitelli.
L’acqua come infrastruttura culturale attraversa i secoli e le civiltà : dai bacini rituali del Mediterraneo, luoghi di purificazione e simbolo, alla sapienza termale dell’antichità romana, dove tecnica e monumentalità si fondevano in un’idea avanzata di benessere collettivo. Una traiettoria che prosegue nel Novecento con il disegno modernista di Giò Ponti, capace di trasformare la superficie d’acqua in segno architettonico leggero e raffinato, fino ad arrivare all’ingegneria modulare di Piscine Castiglione, dove innovazione tecnologica e precisione costruttiva ridefiniscono il concetto stesso di vasca. È una linea continua in cui estetica e tecnica non si separano mai, ma evolvono insieme. Tra gli interventi, “L’arte di vestire l’acqua” ha raccontato questa metamorfosi con uno sguardo progettuale : la piscina non più come semplice dispositivo tecnico, ma come ecosistema emotivo. Una geometria abitabile capace di costruire atmosfere, modulare la luce, amplificare le
percezioni, generare esperienze. L’acqua diventa così superficie sensibile, materia riflettente, architettura liquida che dialoga con il contesto.
Il seminario ha tracciato l’evoluzione del rapporto tra progetto e acqua come un percorso coerente : dalle vasche rituali alle grandi terme romane, dalla stagione visionaria di Ponti alle soluzioni ingegneristiche contemporanee di Piscine Castiglione — realtà presente stabilmente a Napoli attraverso il dealer ufficiale Isobit Srl. Un racconto in cui tradizione e innovazione non sono poli opposti, ma parti di una stessa narrazione : quella dell’acqua come spazio costruito, esperienza culturale e nuova frontiera del benessere progettato.
Molti non sanno che gli Astronauti, prima di andare nello Spazio, oltre che addestrarsi sugli aeromobili, simulando con i voli parabolici la gravità zero, si addestrano in piscina. ll Laboratorio di Galleggiamento Neutro (NBL, Neutral Buoyancy Laboratory) è una struttura di addestramento per astronauti all’interno della quale è presente una piscina di galleggiamento neutra gestita dalla NASA e situata presso il Sonny Carter Training Facility, vicino al Johnson Space Center di Houston, in Texas. La caratteristica principale della NBL è una grande piscina coperta, in cui gli astronauti possono svolgere compiti di EVA simulati in preparazione per le future missioni. I tirocinanti indossano tute progettate per fornire galleggiabilità neutra per simulare la microgravità che gli astronauti sperimenterebbero durante il volo spaziale. In Italia Non ci sono strutture italiane ufficiali per l’addestramento astronautico in piscina (cioè piscine per simulare l’assenza di peso come quelle
usate per le attività extraveicolari nello spazio). Gli astronauti italiani selezionati (come Samantha Cristoforetti o Walter Villadei) si allenano in genere all’estero presso i centri ufficiali di addestramento (NASA o ESA).
Il consorzio di imprese FACITALY, specializzato nel Global Service, a settembre, ha vissuto l’esperienza unica delle Missioni a Gravità Zero con la campagna JumpinFuture del Center for Near Space dell’Italian Institute for the Future. Un’esperienza da μAstronauti che nel 2025 sono diventati in totale 185 in tutta la Campania. I voli parabolici permettono di testare, in condizioni estreme, il funzionamento di tecnologie e dispositivi IT, come ha fatto la SMS Engineering (azienda appartenente al consorzio), valutandone la resistenza e l’usabilità in assenza di gravità o durante manovre ad alta accelerazione. Alla Missione a Gravità Zero ha partecipato anche la ISOBIT con il proprio personale tecnico che come per gli astronauti professionisti hanno partecipato al volo parabolico, al briefing pre-volo che ha fornito informazioni sulle missioni spaziali a gravità zero e sulle prospettive delle future città cislunari e stazioni
spaziali orbitanti, scenario sempre più concreto dell’espansione umana nello spazio. “Il Consorzio Facitaly ha acquisito informazioni sul campo per progettare e costruire una possibile piscina per l’addestramento dei futuri astronauti in Italia – Massimiliano Canestro VP SMS Engineering, presente al convegno — con la sensoristica, le apparecchiature IT, i sistemi TLC, gli apparati per l’ alimentazione e tutti i servizi a corredo che necessitano al Laboratorio di Galleggiamento Neutro (NBL, Neutral Buoyancy Laboratory).”
Facitaly è un consorzio che si occupa di Global Service e Facility Management, un grande gruppo di aziende, altamente specializzate e complementari tra loro, sempre al tuo servizio, capaci di gestire tutte le attività di cui hai bisogno per la realizzazione e la manutenzione di impianti in ambito industriale e residenziale e per l’erogazione di Servizi in outsourcing, sia pubblico
che privato.
Dalla Gravità Zero, passando per la Borsa, la SMS Engineering atterra sulla Stazione Tecnologia del Monopoly
in NewsE’ uscito ufficialmente il Monopoly dei Quartieri Spagnoli di Napoli. L’edizione speciale è adesso disponibile nei principali canali di distribuzione tradizionali e digitali. Monopoly ha scelto Napoli e questa volta per una edizione speciale dedicata al cuore più vibrante e pop della città : i Quartieri Spagnoli. Tabellone, carte contratto, imprevisti e probabilità : ogni elemento del gioco è stato personalizzato per trasportare i giocatori nel quotidiano dei Quartieri Spagnoli. Dal grande murales di Maradona, in Largo Maradona, fino alla vivace via Toledo, PASSANDO PER IL VIA, si arriva sulla STAZIONE TECNOLOGIA sponsorizzata dalla SMS Engineering. L’Azienda Partenopea, dopo essere diventata “Spaziale” partecipando alle Missioni Spaziali a Gravità Zero JumpinFuture, per meglio comprendere come adattare ed implementare soluzioni IT nello Spazio, e dopo aver iniziato il Percorso Elite di Borsa Italiana, l’ecosistema pan-Europeo del Gruppo Euronext che aiuta le piccole e medie imprese a crescere e ad accedere ai mercati dei capitali privati e pubblici, è atterrata sul Monopoly dedicato ai Quartieri Spagnoli di Napoli ! Monopoly Quartieri Spagnoli può essere considerata una testimonianza del lavoro di FOQUS (Fondazione Quartieri Spagnoli), uno dei partner principali per la realizzazione di questa nuova edizione. Il progetto creativo è firmato da Dabliu Srl ha coinvolto numerosi brand della città, dalla ristorazione all’ospitalità, dalla Finanza con l’AIRA Associazione Italiana Rating Advisory alla Tecnologia con la SMS Engineering.
Il Monopoly evolve ed è quindi giusto che ci sia la presenza anche della Tecnologia. Tra l’altro il costo del pedaggio sulla STAZIONE TECNOLOGIA della SMS Engineering aumenta all’aumentare del numero di Geni Made in Naples posseduti. Puoi capitare su un IMPREVISTO che recita “AVANZA FINO ALLA CASELLA TECNOLOGIA DELLA SMS ENGINEERING. SE PASSI DAL VIA, RITIRA #200” oppure finire sulle PROBABILITÀ e leggere : “HAI UN PROBLEMA DI CYBER SECURITY ED HAI NECESSITÀ DI INNOVARE IL TUO SISTEMA INFORMATICO. PER FORTUNA SMS ENGINEERING RISOLVE TUTTO CON COMPETENZA. PAGA #50”.
“A questo punto possiamo dire di aver Innovato il Monopoly ? – Massimiliano Canestro Vice Presidente SMS Engineering — Sicuramente è più moderno ed intanto che la SMS Engineering cresce e sperimenta i Mercati dei Capitali, tra i cui sbocchi c’è anche la possibile Quotazione in Borsa, adesso è presente sul Monopoly!”
Nella Foto i Soci e membri del Cda della SMS Engineering : Antonio Ascione, Rosangela Capasso, Massimiliano Canestro e Francesco Castagna
Con oltre 1 miliardo di giocatori nel mondo, 200.000 copie vendute ogni anno in Italia e una diffusione in 114 Paesi e 47 lingue, il MONOPOLY continua a rinnovarsi restando fedele alla sua identità. Creato da Elizabeth Magie all’inizio del XX secolo e pubblicato per la prima volta nel 1935, è il gioco da tavolo più giocato al mondo da generazioni di persone : si stima che più di 700 milioni di persone vi abbiano giocato almeno una volta nella vita. Il progetto creativo è firmato da Dabliu srl e coinvolge numerosi brand della città, dalla ristorazione all’ospitalità.
Intelligenza Artificiale responsabile ed etica : algoritmi intelligenti al servizio delle persone
in NewsSi è tenuta giovedì 5 febbraio 2026, presso la Libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri (Napoli), la presentazione del libro “Algoritmi intelligenti, responsabilità umane. L’intelligenza artificiale al servizio delle persone e non al loro posto” di Antonio Ascione, edito da Guida Editori.
Il volume affronta uno dei temi più rilevanti del nostro tempo : il rapporto tra intelligenza artificiale, lavoro e responsabilità umana. Dalla doppia prospettiva tecnica e umana dell’autore l’ing. Antonio Ascione Presidente della SMS Engineering nasce un racconto sull’impatto dell’IA nel lavoro e sulle nuove responsabilità che porta con sé. Non un manuale tecnico, ma una narrazione che intreccia dati e persone, cuore e codice.
Tre parti : un viaggio nella storia dell’IA ; l’applicazione ai processi HR, dalla selezione al benessere ; infine, la responsabilità, oltre la sola compliance. Il percorso si chiude sull’uomo : l’IA amplifica, non sostituisce ; accelera, ma non decide per noi ; indica la direzione, ma la scelta della strada è sempre la nostra.
La presentazione moderata da Enzo Agliardi Giornalista Direttore Videometro ed ha visto gli interventi di Alessandra Belluccio Vicepresidente Nazionale AIDP nonché Presidente di AIDP Camapania, Prof.ssa Filomena Buonocore, Ordinario di Organizzazione Aziendale all’Università degli Studi Parthenope di Napoli e della psicologa Roberta Vacca docente a contratto di Unisob.
Nel libro si parla anche di Bias (pregiudizi incorporati)
“Il termine bias, in origine, appartiene alla statistica : indica una deviazione sistematica, un errore di stima che distorce un risultato. Ma nel mondo dell’IA, il bias non è solo un errore numerico : è una distorsione cognitiva codificata in linguaggio matematico. È ciò che accade quando un sistema impara troppo bene ciò che gli abbiamo insegnato, compresi i nostri limiti, le nostre abitudini e le nostre ingiustizie. Ogni modello di intelligenza artificiale apprende analizzando dati del passato. Ma i dati raccontano una versione della realtà, filtrata da chi li ha raccolti, interpretati e selezionati. Se nel passato un’azienda ha assunto più uomini che donne per ruoli tecnici, l’algoritmo tenderà a “predire” che il candidato ideale è un uomo. Se nei dati storici mancano protili provenienti da contesti meno privilegiati, il sistema li considererà automaticamente “meno idonei”. In altre parole : il bias nasce quando il passato
diventa la misura del futuro. E poiché l’AI non ha valori propri, non corregge le disuguaglianze : le amplifica con efficienza industriale. I rischi sono molteplici e non solo Etici!”
L’Intelligenza Artificiale ed il Mercato IT in Italia ed in Campania (fonte Anitec-Assinform)
Nel 2025 la spesa digitale è stimata in aumento del 3,0%, raggiungendo gli 84,2 miliardi di euro ; fino a sfiorare i 91,5 miliardi di euro nel 2028. Lo sviluppo del mercato è guidato dal comparto dei Servizi ICT che, tra il 2025 e il 2028, è previsto crescere con un tasso pari al +5,8%.
L’IA rappresenta il comparto più dinamico dell’intero mercato digitale. Dopo aver superato i 935 milioni di euro nel 2024, la spesa per l’AI/Cognitive è prevista salire a 1.249,7 milioni nel 2025, con una proiezione che porterà il mercato a raggiungere i 2.507,0 milioni di euro nel 2028, mantenendo un tasso di crescita medio annuo del 28%.
Quali settori spendono di più in IA ? Il settore bancario è il più avanzato nell’adozione dell’IA. Seguono le Telecomunicazioni e l’Industria manifatturiera. I settori più indietro sono : Pubblica Amministrazione centrale e locale. Come viene impiegata l’IA in azienda ?
Le imprese utilizzano l’IA per :
Nel Digitale la Campania mostra un trend positivo, passando da 4.797,8 milioni di euro nel 2024 a quasi 5 miliardi nel 2026. La Campania guida le regioni del mezzogiorno per volume di spesa digitale.
l mercato dell’IA tra Italia e Campania sta crescendo rapidamente : in tre anni ha triplicato il suo valore, passando da 28,8 milioni di euro nel 2023 a una previsione di 72 milioni nel 2026. Solo tra 2026 e 2025 si stima una crescita del 37%.
