MAN­CA UNA CON­VEN­ZIO­NE DI GINE­VRA SUL CYBERSPAZIO

[:it]

Le Con­ven­zio­ni pro­teg­go­no le asso­cia­zio­ni uma­ni­ta­rie, come la Cro­ce Ros­sa, che si tro­vi­no a pre­sta­re ser­vi­zio in ter­ri­to­rio di guer­ra, e assi­cu­ra­no il rispet­to del per­so­na­le civi­le e di quel­lo medi­co non coin­vol­to negli scon­tri. La pri­ma con­ven­zio­ne fu adot­ta­ta il 22 ago­sto 1864 a Gine­vra, in Sviz­ze­ra, dai rap­pre­sen­tan­ti di 12 gover­ni. Le con­ven­zio­ni ante­ce­den­ti la secon­da guer­ra mon­dia­le era­no sei.

Il 12 ago­sto 1949 furo­no adot­ta­te quat­tro con­ven­zio­ni, desti­na­te a sosti­tui­re tut­to il cor­po giu­ri­di­co pre­e­si­sten­te in materia :

I Con­ven­zio­ne (CGI) per il miglio­ra­men­to del­le con­di­zio­ni dei feri­ti e dei mala­ti del­le For­ze arma­te in campagna.

II Con­ven­zio­ne (CGII) per il miglio­ra­men­to del­le con­di­zio­ni dei feri­ti, dei mala­ti e dei nau­fra­ghi del­le For­ze arma­te sul mare.

III Con­ven­zio­ne (CGIII) sul trat­ta­men­to dei pri­gio­nie­ri di guerra

IV Con­ven­zio­ne (CGIV)sulla pro­te­zio­ne del­le per­so­ne civi­li in tem­po di guerra

Ses­san­tu­no Sta­ti rati­fi­ca­ro­no le quat­tro Con­ven­zio­ni favo­ren­do la suc­ces­si­va rati­fi­ca da par­te di altri Sta­ti. Le Quat­tro Con­ven­zio­ni di Gine­vra ven­ne­ro poi inte­gra­te median­te due Pro­to­col­li Aggiun­ti­vi, adot­ta­ti sem­pre a Gine­vra l’8 giu­gno 1977 :

I pro­to­col­lo aggiun­ti­vo (API) rela­ti­vo alla pro­te­zio­ne del­le vit­ti­me dei con­flit­ti arma­ti internazionali

II pro­to­col­lo aggiun­ti­vo (APII) rela­ti­vo alla pro­te­zio­ne del­le vit­ti­me dei con­flit­ti arma­ti non internazionali

I due pro­to­col­li aggiun­ti­vi non han­no per il momen­to assun­to valen­za di dirit­to inter­na­zio­na­le consuetudinario.

III pro­to­col­lo aggiun­ti­vo (APIII) rela­ti­vo all’a­do­zio­ne di un emble­ma distin­ti­vo aggiun­ti­vo, Gine­vra, 8 dicem­bre 2005 con carat­te­ri­sti­che Pro­tet­ti­ve e Distin­ti­ve del­le strut­tu­re del­la Cro­ce Ros­sa e del­la Mez­za­lu­na Rossa.

Man­ca ad oggi una Con­ven­zio­ne spe­ci­fi­ca sui Cyber Attack e sul Cyber Cri­me ovve­ro alcu­ne linee gui­da sono pre­sen­ti nel Com­men­ta­rio sul­le Con­ven­zio­ni di Gine­vra del 2016 ma nul­la di spe­ci­fi­co sul Cyber­war­fa­re. Nel­le Con­ven­zio­ni di Gine­vra e nei Pro­to­col­li Aggiun­ti­vi si Par­la di Con­flit­to Arma­to Inter­na­zio­na­le o Non Inter­na­zio­na­le se uno sta­to inter­vie­ne sul ter­ri­to­rio di un altro sta­to, secon­do deter­mi­na­ti cri­te­ri di inten­si­tà del­la vio­len­za dell’attacco (con­cet­to di inten­si­tà mini­ma del con­flit­to) con o sen­za l’occupazione di trup­pe oppu­re attra­ver­so l’utilizzo di grup­pi arma­ti orga­niz­za­ti (con­trol­la­ti da chi e come) e in qua­le casi­sti­ca rien­tra allo­ra un Cyber Attac­co ? Una del­le con­sue­tu­di­ni tipi­che odier­ne che per­met­to­no ad uno sta­to sot­to attac­co di esclu­de­re l’applicazione del Dirit­to Uma­ni­ta­rio Inter­na­zio­na­le (DIU) è quel­lo di con­si­de­ra­re l’attacco come Attac­co Ter­ro­ri­sti­co. Affin­ché un Cyber Attack pos­sa con­fi­gu­rar­si in un Con­flit­to Arma­to Inter­na­zio­na­le e rien­tra­re quin­di nel­le nor­me del DIU e del­le Con­ven­zio­ni di Gine­vra (API) deve sod­di­sfa­re i requi­si­ti di inten­si­tà mini­ma (dan­neg­gia­re le infra­strut­tu­re cri­ti­che di uno sta­to) ma allo stes­so tem­po deve esse­re con­dot­to da un Grup­po Arma­to Orga­niz­za­to, però man­ca l’occupazione del­le trup­pe sul ter­ri­to­rio del­lo sta­to attaccato !

Anche il Cyber Cri­me richie­de­reb­be una con­ven­zio­ne di Gine­vra spe­ci­fi­ca e tra l’altro come fac­cia­mo a distin­gue­re se esso è per­pe­tua­to da Cri­mi­na­li inve­ce che da Grup­pi Arma­ti Orga­niz­za­ti sot­to il Con­trol­lo di uno sta­to se non pro­prio dal­lo Sta­to Stes­so. E le fake News non pos­so­no con­si­de­rar­si come l’attacco di uno sta­to ver­so un altro sta­to al fine di desta­bi­liz­zar­lo o peg­gio orien­ta­re l’indirizzo poli­ti­co ver­so il pro­prio inte­res­se a sca­pi­to degli inte­res­si legit­ti­mi del­la popo­la­zio­ne di quel­lo sta­to ? La pub­bli­ca­zio­ne mas­si­va ed incon­trol­la­ta di Fake News pos­so­no addi­rit­tu­ra capo­vol­ge­re le inten­zio­ni di voto nel­le ele­zio­ni di pae­si demo­cra­ti­ci. Fu pro­prio il mini­stro del­la pro­pa­gan­da nazi­sta Goeb­bels ad uti­liz­za­re per la pro­pa­gan­da le noti­zie fal­se, con­trol­lan­do e indi­riz­zan­do la mas­sa. La tec­ni­ca è cri­mi­na­liz­za­re l’avversario ren­den­do­lo Nemi­co del­la Comu­ni­tà. Far­lo diven­ta­re la cau­sa prin­ci­pa­le di tut­ti i mali del­la Socie­tà. Goeb­bels dice­va che un nume­ro ele­va­to di noti­zie fal­se alla fine diven­ta­no realtà.

Anche il Pre­si­den­te di Micro­soft Brad Smith ha pro­po­sto un accor­do tra sta­ti che pro­teg­ga gli uten­ti dai rischi di inter­net. L’art. 35 del API (Pri­mo Pro­to­col­lo Addi­zio­na­le del­le Con­ven­zio­ni di Gine­vra del 1949) dice che in ogni con­flit­to arma­to le par­ti han­no il dirit­to di sce­glie­re meto­di e mez­zi di guer­ra ma tale dirit­to non è illi­mi­ta­to. E i Meto­di ed i Mez­zi di attac­co del Cyber Spazio ?

Nel­l’im­pie­go di nuo­ve armi o di nuo­vi meto­di di guer­ra vi è inol­tre l’obbligo di sta­bi­li­re se il loro impie­go non sia vie­ta­to dal Pro­to­col­lo, e tali meto­di di guer­ra for­se che non pro­vo­ca­no dan­ni dure­vo­li, gra­vi ed este­si nel­l’am­bien­te natu­ra­le del­lo sta­to che li subi­sce ? Man­ca una Con­ven­zio­ne di Gine­vra Digitale !

canestro cyber

[:]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *