Dall’ELITE di Bor­sa Ita­lia­na… al Mono­po­ly : SMS Engi­nee­ring tra le impre­se Top per pun­tua­li­tà ban­ca­ria 2025

Un per­cor­so fat­to di cre­sci­ta, visio­ne e soli­di­tà. SMS Engi­nee­ring con­ti­nua a costrui­re il pro­prio futu­ro su basi con­cre­te, entran­do nel 2024 nel pro­gram­ma ELI­TE di Bor­sa Ita­lia­na e con­qui­stan­do, allo stes­so tem­po, un nuo­vo impor­tan­te rico­no­sci­men­to : Impre­sa Top per pun­tua­li­tà ban­ca­ria 2025 nell’ambito dei Cre­dit Repu­ta­tion Award.

Un risul­ta­to cer­ti­fi­ca­to dai dati del­la Cen­tra­le Rischi del­la Ban­ca d’Italia (2025), che col­lo­ca la SMS Engi­nee­ring in fascia AAA – BBB secon­do il model­lo Sco­re­CR ICAS Com­plian­ce sul­la Cen­tra­le Rischi dei mesi di Dicem­bre — Gen­na­io 2025. In altre paro­le : affi­da­bi­li­tà, pun­tua­li­tà e qua­li­tà nel­la gestio­ne del cre­di­to, misu­ra­te in modo ogget­ti­vo. In foto sot­to il Cer­ti­fi­ca­to di Qua­li­tà Cre­di­ti­zia di Novem­bre 2025.

Ma c’è anche un lato sim­bo­li­co (e un po’ ico­ni­co): SMS Engi­nee­ring è entra­ta anche nel nuo­vo Mono­po­ly dedi­ca­to ai Quar­tie­ri Spa­gno­li di Napo­li, con la Sta­zio­ne Tec­no­lo­gia che por­ta il suo logo ed un Car­ton­ci­no degli Impre­vi­sti ed uno del­le Pro­ba­bi­li­tà che invi­ta­no a rivol­ger­si alla SMS Engi­nee­ring per pro­ble­mi di Cyber Secu­ri­ty e per aggior­na­re il pro­prio siste­ma infor­ma­ti­vo. Un
gio­co che par­la di ter­ri­to­ri, valo­re e stra­te­gia. E in fon­do, non è poi così diver­so dal mon­do rea­le : cre­sce­re, inve­sti­re, costrui­re rela­zio­ni soli­de. Esat­ta­men­te ciò che fac­cia­mo ogni gior­no, anche nei rap­por­ti con il siste­ma ban­ca­rio – Mas­si­mi­lia­no Cane­stro VP SMS Engi­nee­ring – che è uno degli asset su cui con­ta­re per la cre­sci­ta dimen­sio­na­le dell’azienda, a cui si affian­che­ran­no negli anni le oppor­tu­ni­tà che ver­ran­no anche dal Net­work Eli­te di Bor­sa Ita­lia­na. Il rico­no­sci­men­to rice­vu­to non è solo un tra­guar­do, ma un asset con­cre­to che raf­for­za la nostra cre­di­bi­li­tà ver­so : isti­tu­ti finan­zia­ri, for­ni­to­ri ed i clien­ti che per garan­tir­si l’affidabilità dei pro­pri part­ner uti­liz­za­no siste­mi di misu­ra­zio­ne del Rating”.

Dal per­cor­so ELI­TE fino al Mono­po­ly, pas­san­do per la qua­li­tà del nostro rating : con­ti­nuia­mo a gio­ca­re e vin­ce­re una par­ti­ta fat­ta di visio­ne, soli­di­tà e affi­da­bi­li­tà che for­se ci por­te­rà anche nel­lo spa­zio dove Cosmo, il cane spa­zia­le del­la SMS Engi­nee­ring, microa­stro­nau­ta insie­me al board dell’azienda nel­la Mis­sio­ne Spa­zia­le di Volo Jum­pi­ne­Fu­tu­re, gareg­gia” con Rice, mascot­te del­la Mis­sio­ne Arte­mis II che ha ripor­ta­to dopo 50 anni 4 Astro­nau­ti intor­no alla luna per pre­pa­ra­re i futu­ri inse­dia­men­ti luna­ri uma­ni, come Indi­ca­to­re di Gra­vi­tà Zero !

il CRA­ward è un enco­mio gra­tui­to, attri­bui­to alle impre­se che san­no distin­guer­si per pun­tua­li­tà nei con­fron­ti del­le ban­che. Vie­ne asse­gna­to ana­liz­zan­do, sul­la base di un model­lo valu­ta­ti­vo pub­bli­ca­to, i dati ogget­ti­vi pro­ve­nien­ti dal­la Cen­tra­le dei Rischi « CR » del­la Ban­ca d’Italia. Le impre­se sele­zio­na­te han­no rice­vu­to il Cer­ti­fi­ca­to di Qua­li­tà Cre­di­ti­zia qua­le atte­sta­zio­ne di pun­tua­li­tà, che ha toc­ca­to set­to­ri varie­ga­ti spa­zian­do dal­la side­rur­gia all’ingegneria, dall’alimentare all’ auto­mo­ti­ve, fino alla tec­no­lo­gia e all’edilizia, a dimo­stra­zio­ne che l’affidabilità finan­zia­ria e la gestio­ne ocu­la­ta del cre­di­to sono vir­tù tra­sver­sa­li, che tra­scen­do­no con­fi­ni geo­gra­fi­ci e set­to­ria­li, affer­man­do­si come pila­stri dell’eccellenza impren­di­to­ria­le in ogni regio­ne e com­par­to pro­dut­ti­vo del nostro Pae­se“, con­clu­de Mas­si­mi­lia­no Bosa­ro, CEO di MF Cen­tral Ris

Le Impre­se Vir­tuo­se moni­to­ra­no la Cen­tra­le dei Rischi ! Moni­to­ra­re la Cen­tra­le dei Rischi PER DISTIN­GUER­SIsolo chi ha obiet­ti­vi di cre­sci­ta pre­si­dia i dati che par­la­no di lui al siste­ma ban­ca­rio. Moni­to­ra­re la Cen­tra­le dei Rischi PER RICO­NO­SCER­SIsvi­lup­par­si tra impre­se pun­tua­li 


Da sx ver­so destra : ing. Mas­si­mi­lia­no Cane­stro (Vice­pre­si­den­te) – Dott.ssa Rosan­ge­la Capas­so (Mana­ging Direc­tor) – ing. Fran­ce­sco Casta­gna (CEO) – ing. Anto­nio Ascio­ne (Pre­si­den­te)

ARTE­MIS II : Costru­zio­ne di basi sul suo­lo luna­re, Mis­sio­ni ver­so Mar­te e Curiosità

Nel­l’am­bi­to del pro­gram­ma Arte­mis, la NASA invie­rà astro­nau­ti in mis­sio­ni sem­pre più dif­fi­ci­li per esplo­ra­re una por­zio­ne mag­gio­re del­la Luna, al fine di otte­ne­re sco­per­te scien­ti­fi­che, bene­fi­ci eco­no­mi­ci e get­ta­re le basi per le pri­me mis­sio­ni con equi­pag­gio su Mar­te. Per rag­giun­ge­re l’o­biet­ti­vo nazio­na­le di far atter­ra­re astro­nau­ti ame­ri­ca­ni sul­la super­fi­cie del­la Luna e man­te­ne­re la supe­rio­ri­tà degli Sta­ti Uni­ti nel­l’e­splo­ra­zio­ne e nel­la sco­per­ta, la NASA sta aumen­tan­do la fre­quen­za del­le mis­sio­ni nel­l’am­bi­to del pro­gram­ma Arte­mis, stan­dar­diz­zan­do la con­fi­gu­ra­zio­ne del raz­zo SLS (Spa­ce Launch System) e aggiun­gen­do una nuo­va missione.

La nuo­vis­si­ma navi­cel­la spa­zia­le del­la NASA Orion è sta­ta svi­lup­pa­ta per poter invia­re astro­nau­ti sul­la Luna e rap­pre­sen­ta un pas­so cru­cia­le ver­so l’in­vio di equi­pag­gi su Mar­te. La navi­cel­la spa­zia­le Orion fun­ge­rà da vei­co­lo di esplo­ra­zio­ne, tra­spor­tan­do e soste­nen­do gli equi­pag­gi del­le mis­sio­ni Arte­mis sul­la Luna e ripor­tan­do­li sani e sal­vi sul­la Ter­ra. Orion è sta­ta lan­cia­ta a bor­do del nuo­vo raz­zo vet­to­re pesan­te del­la NASA, l’SLS (Spa­ce Launch System).

Il nuo­vo pro­gram­ma luna­re NASA Arte­mis non ha come obiet­ti­vo solo il ritor­no del­l’uo­mo sul­la Luna, come si è fat­to con le Mis­sio­ni Apol­lo, ma la per­ma­nen­za pro­lun­ga­ta con costru­zio­ne di basi sul suo­lo luna­re. In que­sto decen­nio e nel pros­si­mo sono pre­vi­ste 10 mis­sio­ni. Dopo Arte­mis II che si è svol­ta nel mese di apri­le 2026, il pri­mo allu­nag­gio è pre­vi­sto con Arte­mis IV non pri­ma del 2028.
Il nome del pro­gram­ma Arte­mis ha ori­gi­ne da Arte­mi­de, dea del­la cac­cia e del­la Luna, mito­lo­gi­ca­men­te gemel­la di Apol­lo. Il pro­get­to vede pro­ta­go­ni­sti prin­ci­pal­men­te la NASA, con la col­la­bo­ra­zio­ne di alcu­ne azien­de sta­tu­ni­ten­si (Boeing, Loc­kheed Mar­tin e Spa­ceX) e di part­ner inter­na­zio­na­li come l’E­SA (Agen­zia Spa­zia­le Euro­pea), la JAXA (Agen­zia Spa­zia­le Giap­po­ne­se) e la CSA (Agen­zia Spa­zia­le Cana­de­se). Con il pro­gram­ma Arte­mis si vuo­le costrui­re una base sul­la luna per avvia­re la pri­ma per­ma­nen­za uma­na pro­lun­ga­ta su di essa.

LE TUTE SPA­ZIA­LI ARAN­CIO­NI INVE­CE CHE BIANCHE

Nel­le foto del­la mis­sio­ne Arte­mis II c’è un det­ta­glio che cat­tu­ra subi­to l’occhio : le tute aran­cio­ni dei quat­tro astro­nau­tiReid Wise­man, Vic­tor Glo­ver, Chri­sti­na KochJere­my Han­sen (foto sot­to). Un colo­re che sto­na, alme­no all’apparenza, con l’immaginario clas­si­co che tut­ti abbia­mo in testa. Per­ché sì, quan­do pen­sia­mo agli astro­nau­ti, li imma­gi­nia­mo qua­si sem­pre in bian­co, sospe­si nel vuo­to nero del­lo spazio.


Eppu­re, quell’arancione acce­so non è affat­to una novi­tà. Chi ha segui­to l’epoca del­lo Spa­ce Shut­tle lo rico­no­sce subi­to : è lo stes­so colo­re del­le tute indos­sa­te duran­te lan­cio e rien­tro. Ma allo­ra per­ché que­sta dif­fe­ren­za così mar­ca­ta ? La rispo­sta sta tut­ta nel­la fun­zio­ne, più che nell’estetica. Il bian­co, che domi­na nel­le pas­seg­gia­te spa­zia­li e nel­le imma­gi­ni più ico­ni­che, non è una scel­ta casua­le : riflet­te i rag­gi del Sole e aiu­ta a man­te­ne­re la tem­pe­ra­tu­ra sot­to con­trol­lo. Nel­lo spa­zio, dove non c’è aria a dis­si­pa­re il calo­re, que­sto det­ta­glio può fare la dif­fe­ren­za tra com­fort e peri­co­lo. Insom­ma, quan­do si esce dal­la navi­cel­la, il bian­co è il miglior allea­to con­tro il sur­ri­scal­da­men­to. L’arancione, inve­ce, gio­ca un’altra par­ti­ta. È un colo­re che spic­ca imme­dia­ta­men­te, soprat­tut­to con­tro il blu dell’oceano. In caso di amma­rag­gio d’emergenza, indi­vi­dua­re rapi­da­men­te gli astro­nau­ti è fon­da­men­ta­le : ecco per­ché duran­te le fasi
più cri­ti­che del volo – decol­lo e rien­tro – si scel­go­no tute così visto­se. E Arte­mis II ? Nes­su­na pas­seg­gia­ta spa­zia­le, nes­sun allu­nag­gio. Gli astro­nau­ti reste­ran­no sem­pre all’interno del­la cap­su­la Orion. Per que­sto si tor­na all’arancione, pro­prio come ai tem­pi del­lo Shut­tle : una scel­ta pra­ti­ca, ma anche un pic­co­lo omag­gio a quel­la tra­di­zio­ne. Die­tro a un sem­pli­ce colo­re, quin­di, si nascon­de una sto­ria fat­ta di sicu­rez­za, inge­gne­ria e soprav­vi­ven­za. Nel­lo spa­zio, anche i det­ta­gli più sti­li­sti­ci” han­no sem­pre un moti­vo mol­to concreto.

RICE la Mascot­te del Pro­get­to Artemis

Rise (o Rise the Plush”) è la mascot­te uffi­cia­le del­la mis­sio­ne Arte­mis II del­la NASA, lan­cia­ta nel­l’a­pri­le 2026. Que­sto pic­co­lo pelu­che ha il com­pi­to di segna­la­re l’as­sen­za di gra­vi­tà all’in­ter­no del­la cap­su­la Orion quan­do ha ini­zia­to a flut­tua­re. Il nome : È il dimi­nu­ti­vo di Ear­th­ri­se” (Ter­ra che sor­ge), la famo­sa foto­gra­fia scat­ta­ta dagli astro­nau­ti del­l’A­pol­lo 8 e rap­pre­sen­ta la cele­bra­zio­ne del ritor­no uma­no alla Luna dopo oltre 50 anni ed ha accom­pa­gna­to l’e­qui­pag­gio duran­te i 10 gior­ni di viaggio.


Anche duran­te Jum­pin­fu­tu­re 2024 (SMS : Small Mis­sion to Spa­ce) la SMS Engi­nee­ring ha uti­liz­za­to un Indi­ca­to­re di Gra­vi­tà Zero : Cosmo…il cane spa­zia­le. Con la Cam­pa­gna Jum­pin­fu­tu­re del Cen­ter for near Spa­ce del­l’I­ta­lian Insti­tu­te for the Futu­re, il Pre­si­den­te Anto­nio Ascio­ne, il CEO Fran­ce­sco Casta­gna, il Vice­pre­si­den­te Mas­si­mi­lia­no Cane­stro e il Diret­to­re Gene­ra­le Rosan­ge­la Capas­so del­la SMS Engi­nee­ring
sono diven­ta­ti µAstro­nau­ti attra­ver­so voli para­bo­li­ci con veli­vo­li dell’aviazione gene­ra­le a Gra­vi­tà Zero e pari­men­ti Cosmo. La Mis­sio­ne è sta­ta rac­con­ta­ta attra­ver­so una let­te­ra cor­re­da­ta da figu­ri­ne a sua San­ti­tà Papa Fran­ce­sco che ha rispo­sto con una Bene­di­zio­ne ver­so i µAstro­nau­ti e le loro fami­glie e anche Cosmo !


I Data Cen­ter e lo Spazio

La con­nes­sio­ne tra i data cen­ter e i viag­gi nel­lo spa­zio è più stret­ta di quan­to sem­bri : entram­bi fan­no par­te del­la stes­sa infra­strut­tu­ra tec­no­lo­gi­ca glo­ba­le che per­met­te di gesti­re, ana­liz­za­re e tra­smet­te­re enor­mi quan­ti­tà di dati in con­di­zio­ni estre­me. Innan­zi­tut­to per il Con­trol­lo del­le mis­sio­ni spa­zia­li. Ogni mis­sio­ne spa­zia­le — dal­le cap­su­le con astro­nau­ti ai rover su Mar­te — è con­trol­la­ta da cen­tri sul­la Ter­ra (come quel­li del­la NASA o dell’ESA). Que­sti cen­tri si appog­gia­no a data cen­ter per : ela­bo­ra­re dati in tem­po rea­le, moni­to­ra­re siste­mi di bor­do e invia­re coman­di ai vei­co­li spa­zia­li. Sen­za data cen­ter, il con­trol­lo di una mis­sio­ne sareb­be impos­si­bi­le pari­men­ti l’analisi dei dati scien­ti­fi­ci, le comu­ni­ca­zio­ni satel­li­ta­ri, l’addestramento e le simu­la­zio­ni. In sin­te­si i data cen­ter sono il cer­vel­lo digi­ta­le” che ren­de pos­si­bi­li i viag­gi nel­lo spa­zio : sen­za di loro, non potrem­mo con­trol­la­re missioni,
ana­liz­za­re dati o comu­ni­ca­re con ciò che è oltre l’atmosfera 


Il Futu­ro : i data cen­ter nel­lo spazio

Si sta stu­dian­do la pos­si­bi­li­tà di costrui­re data cen­ter orbi­tan­ti : ali­men­ta­ti da ener­gia sola­re con­ti­nua, con raf­fred­da­men­to natu­ra­le nel vuo­to e più vici­ni ai satel­li­ti. Que­sto ridur­reb­be laten­za e con­su­mo ener­ge­ti­co sul­la Terra.

Come fun­zio­ne­reb­be­ro i data­cen­ter nel­lo spazio

Un data­cen­ter orbi­ta­le è essen­zial­men­te : un satel­li­te o un modu­lo in orbi­ta (tipo mini-sta­zio­ni”), pie­ni di ser­ver, sto­ra­ge e siste­mi di rete, col­le­ga­ti tra loro e con la Ter­ra. È un Cloud nel­lo Spa­zio. L’ Ali­men­ta­zio­ne sareb­be con ener­gia sola­re, Use­reb­be­ro pan­nel­li sola­ri (mol­to effi­cien­ti, sen­za atmo­sfe­ra) con Ener­gia con­ti­nua (soprat­tut­to in orbi­ta alta) a costo zero per il con­su­mo e con meno limi­ti ener­ge­ti­ci. La vera sfi­da è il raf­fred­da­men­to. Sul­la Ter­ra si usa l’acqua e l’aria. Nel­lo spa­zio non c’è aria (nien­te ven­to­le tra­di­zio­na­li) e il calo­re si dis­si­pa solo per irrag­gia­men­to. Solu­zio­ni : gran­di radia­to­ri ter­mi­ci, mate­ria­li ad alta con­du­ci­bi­li­tà e desi­gn per disper­de­re calo­re ver­so il vuo­to. Riguar­do la prote­zio­ne e l’affidabilità ci sono dei Pro­ble­mi uni­ci : radia­zio­ni cosmi­che, detri­ti spa­zia­li e l’impossibilità di manu­ten­zio­ne diret­ta a cui si potreb­be ovvia­re con
hard­ware radia­tion-har­de­ned”, ridon­dan­za estre­ma e siste­mi auto­no­mi di auto-ripa­ra­zio­ne (soft­ware). Ben­chè vi sia­no costi di lan­cio altis­si­mi, una manu­ten­zio­ne com­ples­sa, il raf­fred­da­men­to dif­fi­ci­le e il rischio detriti/​spazio affol­la­to ci sono Pro­get­ti rea­li (in svi­lup­po) da par­te di Micro­soft + Azu­re Spa­ce con espe­ri­men­ti (tipo Pro­ject Natick, anche se subac­queo, ha ispi­ra­to que­sti model­li), Axiom Spa­ce per infra­strut­tu­re com­mer­cia­li in orbi­ta, star­tup euro­pee e USA per orbi­tal data cen­ters” e con­nes­sio­ne con reti tipo Star­link.  Nel lun­go ter­mi­ne potrem­mo ave­re : data­cen­ter in orbi­ta bas­sa (LEO), infra­strut­tu­re attor­no alla Luna e com­pu­ting distri­bui­to tra Ter­ra e spazio.

SCA­RI­CA LO SFON­DO ARTE­MIS II PER IL TUO SMART­PHO­NE : Insta­gram


NEWS SUI PRO­GET­TI ARTE­MIS : Arte­mis II News and Upda­tes — NASA

Come si Vola con la Navi­cel­la ORION

Duran­te il volo di Arte­mis II del­la NASA, la pri­ma mis­sio­ne con equi­pag­gio nel­l’am­bi­to del pro­gram­ma Arte­mis, gli astro­nau­ti han­no pre­so i coman­di del­la navi­cel­la spa­zia­le Orion e l’hanno pilo­ta­ta perio­di­ca­men­te manual­men­te duran­te il volo attor­no alla Luna e ritor­no. La mis­sio­ne ha offer­to la pri­ma oppor­tu­ni­tà per garan­ti­re che la navi­cel­la fun­zio­ni come pre­vi­sto con esse­ri uma­ni a bor­do, in vista del­le futu­re mis­sio­ni Arte­mis sul­la super­fi­cie lunare.