Si è tenuto il 5 marzo Generations, la nuova masterclass del ciclo H(uman) Talks presso lo Skills Lab di Baronissi.
Come può la convivenza tra generazioni diverse diventare una leva strategica di innovazione, produttività e collaborazione, invece che una criticità da gestire ? È questa la domanda al centro di “Generations : la nuova era dell’age diversity”, appuntamento del ciclo H(uman) Talks, le masterclass gratuite organizzate da Skills e dedicate ai top HR leader del territorio campano. Un incontro pensato per chi guida le persone nelle organizzazioni e vuole affrontare il tema dell’intergenerazionalità come una vera sfida strategica. La masterclass, esclusiva a numero chiuso, è stata dedicata a chi desidera comprendere come valorizzare le differenze generazionali all’interno delle aziende, trasformandole in un motore di crescita, innovazione e collaborazione.
Per stimolare un confronto concreto e arricchito da prospettive diverse, interverranno figure di rilievo del mondo HR, accademico e imprenditoriale, con esperienze dirette e casi reali.

I Relatori del convegno ricevono in omaggio il Libro “Algoritmi intelligenti, responsabilità umane. L’intelligenza artificiale al servizio delle persone, non al loro posto” dell’ ing. Antonio Ascione
Si sono alternati negli interventi
Gianluca Nardone – Chief Human Resources Officer di Carraro Group
Antonio Ascione – Presidente e HR Manager, SMS Engineering | Consigliere AIDP
Marilù Fiore – Head Marketing, CityModa | VP Giovani Confindustria Bari
Marco Regoli – Head Career Services, Rome Business School
Rossella Canestrino – Docente di Business Ethics e CSR, Università degli Studi di Napoli Parthenope
Moderatrice Maria Prete, Co-Founder di YBAB – You Before Any Business
L’evento è stato un momento di confronto all’interno del ciclo Human Talks : un percorso che ha già coinvolto oltre 40 HR leader del territorio e ha dato vita alla prima community dedicata ai professionisti HR del Mezzogiorno.
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Sonia China
PM ITS SKILLS
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Prof.ssa Rossella Canestrino
Docente di Business Ethics e CSR, Università degli Studi di Napoli Parthenope
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Antonio Ascione – Presidente e HR Manager, SMS Engineering | Consigliere AIDP
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Spesso attribuiamo comportamenti e aspettative alle generazioni (Boomer, Millennials, Gen Z). Ma quanto queste differenze sono davvero generazionali e quanto invece legate alla fase di carriera o al contesto ? Come possono le organizzazioni evitare il rischio di creare nuovi stereotipi ?
L’age diversity rappresenta oggi una delle trasformazioni più rilevanti nel mondo del lavoro. Per la prima volta nella storia delle organizzazioni convivono contemporaneamente più generazioni – dai Baby Boomers alla Generazione Z – ciascuna portatrice di valori, competenze, aspettative e modalità di lavoro differenti.
Se gestita in modo superficiale, questa diversità può generare incomprensioni, stereotipi generazionali e difficoltà di comunicazione. Ma se affrontata con una prospettiva strategica, l’age diversity diventa una straordinaria leva di innovazione, apprendimento reciproco e crescita organizzativa.
Le generazioni più senior portano con sé esperienza, visione sistemica e conoscenza profonda dei processi, mentre le generazioni più giovani contribuiscono con nuove competenze digitali, agilità cognitiva e approcci innovativi al lavoro. La vera sfida per le organizzazioni non è quindi gestire le differenze, ma trasformarle in complementarità.
In questo contesto, l’HR assume un ruolo centrale nel progettare modelli di lavoro che favoriscano :
- scambio intergenerazionale di competenze
- mentoring e reverse mentoring
- ambienti inclusivi che valorizzino ogni fase della vita professionale
- modelli di leadership capaci di dialogare con bisogni e motivazioni diverse

L’age diversity non è solo un tema di inclusione, ma una questione di sostenibilità organizzativa e competitività. Le aziende che riusciranno a valorizzare davvero la collaborazione tra generazioni saranno anche quelle più capaci di innovare, adattarsi al cambiamento e attrarre talenti.
In un mercato del lavoro sempre più complesso, la vera opportunità non è scegliere tra esperienza e novità, ma farle lavorare insieme.
Nel tema dell’age diversity si fa spesso riferimento alle generazioni presenti oggi nel mondo del lavoro, ognuna con un periodo di nascita indicativo. Le date possono variare leggermente a seconda delle fonti, ma questa è la classificazione più usata negli studi HR e sociologici
Generazioni e anni di nascita
| Generazione |
Anni di nascita |
Caratteristiche spesso associate |
| Silent Generation |
1928 – 1945 |
Forte senso del dovere, stabilità, rispetto delle gerarchie |
| Baby Boomers |
1946 – 1964 |
Etica del lavoro forte, esperienza, orientamento alla carriera |
| Generazione X |
1965 – 1980 |
Autonomia, pragmatismo, equilibrio vita-lavoro |
| Millennials (Gen Y) |
1981 – 1996 |
Collaborazione, ricerca di senso nel lavoro, digital adoption |
| Generazione Z |
1997 – 2012 |
Nativi digitali, velocità, attenzione a inclusione e sostenibilità |
| Generazione Alpha |
2013 – oggi |
Cresciuti totalmente nell’era dell’AI e dell’iper-digitale |
Nel lavoro oggi (2026)
Nelle organizzazioni convivono soprattutto 4 – 5 generazioni :
- Baby Boomers (alcuni ancora attivi o in ruoli senior)
- Generazione X
- Millennials
- Generazione Z
- in futuro entrerà la Gen Alpha
Ed è proprio questa convivenza generazionale che crea il tema dell’age diversity : differenze di aspettative, leadership, tecnologia, comunicazione e valori.
