Country Presentation Tunisia in Confindustria
Il 30 maggio, presso l’Unione Industriali Napoli, si è tenuto un incontro promosso in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Tunisia e il Consolato della Repubblica di Tunisia a Napoli per presentare alle imprese campane le opportunità d’investimento offerte dal mercato tunisino, organizzata da Confindustria Campania. Durante l’incontro sono state illustrate le opportunità commerciali e d’investimento in Tunisia con focus sui seguenti settori : energie rinnovabili, aeronautico, ICT, agroalimentare, automotive e fashion. A tal fine, sono intervenuti i Wissem Heni Direttore dell’Agenzia di promozione dell’investimento estero (FIPA), Anis Basti Direttore del Centro di Promozione delle Esportazioni Tunisino (CEPEX), Slim Ghorbel membro del Board Esecutivo dell’Unione Tunisina dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (UTICA, Mourad Fradi Presidente della Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria, Antonio Gozzi special advisor Autonomia Strategioca EU, Piano Mattei e Competitività Confindustria.
Hanno aperto i lavori con un saluto : Emilio De Vizia Presidente di Confindustria Campania, S.E. Mourad Bourehla Ambasciatore della Repubblica di Tunisia in Italia, S.E. Khaled Fekih Console della Repubblica di Tunisia a Napoli, Pierfrancesco Verdese, Board Member di Confindustria Assafrica e Antonio Marchiello Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania. Sono seguite poi delle testimonianze di aziende italiane e tunisine : Francesco Schettino Sage Tunisia (filiale LSMsrl), Pasquale Palescandolo della Palescandolo e Chedy Belkhooja della Les Vergers de Tunisie (impresa tunisina). Ha moderato l’incontro Nando Santonastaso, Giornalista de “Il Mattino”.

S.E. Mourad Bourehla Ambasciatore della Repubblica di Tunisia riceve COSMO il Cane dello Spazio da Massimiliano Canestro SMS Engineering durante la Country Presentation della Tunisia in Confindustria
La Tunisia è in una posizione Geografica Strategica, ad 1 ora da Roma e situata alle porte del continente africano. Operare in Tunisia permette di rivedere la produzione in un ottica di nearshoring con produzione just in time e riduzione dei tempi e costi dei trasposrti. La manodopera tunisina è altamente qualificata con oltre 200 istituti di insegnamento superiore, 65.000 diplomati / anno (di cui + 18% ICT), + 1.200 centri di formazione professionale e + 7.000 ingegneri / anno. Il salario Minimo/Medio in Tunisia va da € 110 a € 260, nel settore ICT va da € 600 a € 1.900. Ma la Tunisia non è conveniente solo per i Salari Bassi e per i vantaggi fiscali, tant’è che dei 206 progetti dichiarati nel 2024 ben 177 sono estensione di progetti già esistenti e 29 sono Newco, queto ad attestare che le imprese che iniziano ad operare poi continuano. “operare in Tunisia è come operare in Italia, ci si sente a casa — Pasquale Palescandolo della Palescandolo”. La vicinanza culturale alla Campania ed al Popolo Napoletano è fortissima, alcuni dei dirigenti delle agenzie di investimento tunisine sono Tifosi del Calcio Napoli.
La SMS Engineering, rappresentata dal Vice Presidente Massimiliano Canestro, durante il network business meeting, ha presentato le Proprie attività di Ricerca e Sviluppo realizzate dalla Divisione di Artificial Intelligence ai Responsabili del delle Agenzie di Investimenti Tunisine, in particolare AI4HE ARTIFICIAL INTELLIGENCE FOR HERITAGE Project per la gestione e valorizzazione, rappresentazione 3D del patrimonio costruito, e in particolare dei siti archeologici, utilizzando l’Intelligenza Artificiale che sta Realizzando a Pompei. Tali soluzioni sono utilizzabili anche per la valorizzazione del Patrimonio Archeologico Tunisino.
DA INFOMERCATISTERI :
La Tunisia ha sempre presentato caratteristiche ideali per gli investitori italiani, e rappresenta una piattaforma produttiva naturale per le imprese italiane impegnate a diversificare le proprie attività e penetrare nuovi mercati nel Maghreb, nell’Africa subsahariana e nel Golfo.
I vantaggi comparati del Paese per le nostre imprese sono costituiti dalla prossimità geografica con importanti mercati in Europa e Africa, dal costo molto competitivo dei fattori di produzione, da una normativa locale volta a favorire gli investimenti e dalla presenza di filiere produttive competitive ad alto valore aggiunto (in particolare per tessile, aeronautico, automotive, energie rinnovabili e telecomunicazioni).
L’Italia è dal 2022 il primo partner commerciale della Tunisia, con un interscambio che ha superato i 7 miliardi di euro (fonte ISTAT), e un saldo commerciale in attivo. Siamo il secondo cliente e il primo fornitore del Paese. In particolare, l’export italiano è cresciuto di quasi il 40%, passando dai 2,85 miliardi di euro del 2021 ai 3,96 miliardi di euro del 2022.
La presenza economica italiana in Tunisia è solida e dinamica, annoverando circa 900 imprese (tra società a capitale esclusivamente italiano, a partecipazione italiana o miste), la maggior parte delle quali sono totalmente esportatrici. Esse impiegano circa 70 mila persone e rappresentano quasi un terzo di tutte le imprese a partecipazione straniera presenti in Tunisia. Dal punto di vista geografico, esse sono concentrate principalmente nella regione della Grande Tunisi e nelle zone costiere, e i settori principali sono i seguenti : manifatturiero (tessile/abbigliamento), energia, costruzioni e grandi opere, componentistica automotive, trasporti, meccanico, elettrico, farmaceutico, turistico e agro-alimentare.
La Tunisia rappresenta una costante priorità per l’Italia, sia a livello politico che economico, ancor più alla luce della delicata fase che il Paese sta vivendo, come ribadito anche nel corso delle ricorrenti visite politiche. Analogamente, è chiara alle Autorità tunisine l’esigenza di rassicurare gli imprenditori stranieri sul clima d’affari locale e, per quanto riguarda le imprese italiane, sulle opportunità di investimento e partenariato per il nostro Sistema Paese.
Sussistono tuttavia per gli investitori stranieri alcune criticità, quali la viscosità delle procedure burocratiche, i disagi doganali imputabili a meccanismi amministrativi troppo macchinosi e alcune carenze infrastrutturali. La tenuta di condizioni di sicurezza e stabilità adeguate e il miglioramento del clima d’affari sono le premesse necessarie per rassicurare gli imprenditori stranieri e per garantire la continuità e il consolidamento di una presenza economica straniera significativa, nonché per l’entrata di potenziali nuovi investitori nel Paese.








