SISTEMI AEROMOBILI A PILOTAGGIO REMOTO: CHE FARE SE SONO OSTILI?

Giovedì 26 gennaio, presso la Casa dell'Aviatore a Roma, si è svolto un convegno dal titolo "SAPR: che fare se sono ostili?", organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici (CESMA) dell'Associazione Arma Aeronautica. Il convegno scaturisce dall'intento di discutere le potenzialità e le capacità, dallo sviluppo sempre più rapido, dei sistemi aerei a pilotaggio remoto, con particolare riguardo all'impiego da parte di attori ostili. Per le loro caratteristiche, infatti, quali miniaturizzazione, tecnologia di facile reperibilità e quindi scarsamente tracciabile,  assenza di un equipaggio, i SAPR si prestano all'impiego come possibili sistemi d'arma, ampiamente alla portata di singoli individui o organizzazioni anche criminali.

Quali sono dunque le possibilità di difesa contro questa nuova minaccia? I relatori hanno esaminato la problematica da diversi punti di vista, nel tentativo di dare una risposta a questa domanda, analizzando la situazione attuale e i possibili sviluppi futuri.

Il convegno è stato moderato dal Generale di Squadra Aerea (r) Giuseppe Marani e dal direttore del CESMA, Generale Ispettore Nazzareno Cardinali, ed ha visto l'intervento autorevole di rappresentanti di tutte le realtà interessate al mondo dei SAPR, quali l'Aeronautica Militare, la Pubblica Sicurezza, il Segretariato Generale della Difesa, ENAC e le principali industrie del settore. Presente al convegno anche l’ AFCEA Naples Chapter rappresentata dal Segretario, ing. Massimiliano Canestro, in foto in alto a sinistra sotto con il Gen. Giuseppe Marani, Past President dell’ AFCEA Naples Chapter.

Ad aprire i lavori l'intervento del Capo del 3° Reparto "Pianificazione dello Strumento Aerospaziale" dello Stato Maggiore dell'Aeronautica, Generale di Brigata Aerea Luigi Del Bene, delegato dal Capo di SMA, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli. Il Generale Del Bene ha illustrato lo stato attuale dell'impiego di SAPR da parte dell'Aeronautica Militare, specificando come essi rappresentino una parte fondamentale del presente e del futuro della Forza Armata, soprattutto per il loro ruolo imprescindibile nel creare la cosiddetta "information cloud" e la "information superiority". Il Generale, in foto in alto a destra con il Ten. Col. Felice D’Ippolito, ha poi analizzato la minaccia asimmetrica costituita dai SAPR, soprattutto quelli di piccole dimensioni e di basso costo, specificando come il possibile impiego ostile di tali assetti, come strumenti cinetici e non cinetici, siano sempre stati considerati dall'Aeronautica nei piani di difesa dello spazio aereo nazionale. L’AM ha da tempo assunto una posizione di leadership nel settore dei SAPR, maturando esperienza sia in Italia che nei Teatri Operativi, e mettendo a disposizione degli altri Ministeri e Autorità competenti il proprio know how. "Quella costituita dai SAPR è una nuova sfida, che impone di proteggere i nostri concittadini da minacce provenienti dal cielo ... nell'eventualità in cui tali SAPR vengano impiegati in modo improprio o addirittura a scopo di offesa asimmetrica in contesti densamente popolati. La proliferazione di tali mezzi nelle classi mini/micro e anche in quelle dei cosiddetti aero-modelli rendono molto complesso il controllo delle zone di volo." Il Generale Del Bene ha concluso delineando l'intendimento del Capo di SMA per il futuro: "L'Aeronautica intende mettere a sistema le proprie peculiari capacità per realizzare sinergie con gli altri stakeholders interforze e corpi armati dello Stato, con lo scopo di creare una rete integrata nel dispositivo esistente di Difesa Aerea, che includa anche tutti gli altri sensori distribuiti sul territorio nazionale, sfruttando efficacemente tale mole di dati per attuare il miglior controllo possibile contro questo tipo di minacce asimmetriche, in scenari urbani densamente popolati e insieme alla protezione da minacce tradizionali."

Molto interessante la presentazione fatta dal Col. Macello Valendino di ARMAERO sui sistemi anti-SAPR. I sapr hanno basse emissioni IR e bassa “radar cross section”, hanno la guida automatica con possibilità di eseguire un piano di volo programmato, inoltre è molto facile modificarli con componenti ad alta tecnologia. Tra le tecnologie in uso per l’abbattimento dei SAPR ci sono i laser, i bazooka ad aria compressa con reti e fucili ad impulsi elettromagnetici. In questi casi il drone po’ creare danno con la caduta senza parlare del fatto che il laser rende incandescenti le parti colpite dal raggio. Esistono soluzioni RF per interrompere il collegamento con la stazione di comando che però risultano inefficaci se il drone continua in automatico il suo piano di volo. Soluzioni alternative possono essere l’uso di droni intercettori singoli o in sharming.

Durante l’evento il Dott. Samuele Martelli, dell’Istituto Italiano di tecnologia ha presentato in anteprima DualCam per la detezione e localizzazione di droni, un dispositivo innovativo che ispirandosi al mondo della natura, trasforma in immagini il paesaggio sonoro della scena,. DualCam è la prima telecamera ottico-acustica che rileva, localizza, classifica e notifica eventi anomali quali la presenza di un drone nella scena in tempo reale e ventiquattro ore su ventiquattro, anche in condizioni climatiche e ambientali avverse in cui le telecamere di videosorveglianza convenzionali falliscono clamorosamente. DualCam, frutto delle ricerche condotte da un team di ricercatori del dipartimento PAVIS presso l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, è in grado di generare un flusso di immagini ottiche ed acustiche sovrapposte. Un'immagine acustica è una mappa 2D della scena, in cui ogni pixel codifica l'intensità del suono proveniente da una data direzione ed emesso da qualsiasi sorgente, sia essa costituita da persone, veicoli, o generici oggetti.

“DualCam è stata appositamente progettata per localizzare i droni di piccola taglia e per poter essere integrata in una rete digitale di videosorveglianza fornendo informazioni complementari rispetto a quelle fornite da tecnologie convenzionali quali RADAR o sistemi elettroottici, permettendo così la creazione di un sistema di sicurezza più robusto ed affidabile, riassume l’Ing. Samuele Martelli (nella foto centrale sotto insieme all’ing. Massimiliano Canestro con in mano il dispositivo per la detenzione e localizzazione dei droni), coordinatore del progetto - Viste le potenzialità e l’interesse che abbiamo riscontrato da parte dell’Industria su questo sensore, non vogliamo fermarci qui e stiamo già rivolgendo lo sguardo verso altre potenziali applicazioni quali l’integrazione in sistemi intelligenti Industry 4.0 per il monitoraggio e controllo di macchine e processi produttivi”.

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La Cyber Security che verrà per la difesa degli asset nazionali – AFCEA Roma 21 settembre 2016

Si è svolto mercoledì 21 settembre 2016 a Roma, presso la Scuola Trasmissioni ed InformaticaSCUTI il convegno “La Cyber Security che verrà per la difesa degli asset nazionali” patrocinato dall’AFCEA Capitolo di Roma.

L’escalation di attacchi informatici verso aziende, entità istituzionali, utenze pubbliche e private è certamente una realtà. Un valido aiuto per la sicurezza delle informazioni, la privacy e la tutela degli Assetti Nazionali è sicuramente la “Cyber Security”. Numerose, ma ancora non completamente pervasive, sono le campagne di sensibilizzazione in favore dell’adozione di tale capacità da parte degli addetti alla sicurezza anche attraverso idonee attività di formazione.  In un contesto estremamente dinamico, quale quello degli attacchi informatici e della conseguente applicazione dei meccanismi di Cyber Security, l’attenzione deve restare sempre alta e sempre più necessaria appare una stretta collaborazione tra istituzioni governative, università, settore privato e industria al fine di cercare di garantire una risposta reattiva e sempre più “intelligente” a tali attacchi.

In questo panorama essenziali i temi presentati ed illustrati nel corso dell’evento, quali:

  • l’approvazione della normativa NIS (Network Information System) da parte del Consiglio d’Europa e la sua obbligatoria adozione (entro 21 mesi) da parte di tutti i Paesi membri;
  • la problematica, sempre più rilevante, relativa al corretto bilanciamento tra la necessità della sicurezza e l’irrinunciabile diritto alla privacy;
  • la necessità di assicurare nella più ampia accezione possibile lo sviluppo di capacità di prevenzione e di difesa verso gli attacchi cyber. In tal senso interessanti appaiono anche le iniziative per l’introduzione di una difesa “attiva” di tipo preventivo;
  • l’integrazione fra l’Intelligence e la Cyber Security, come spesso auspicato negli interventi istituzionali, al fine di poter garantire una “situational awareness” costantemente aggiornata e, di conseguenza, poter anticipare le mosse degli attaccanti.

L’obiettivo di base dell’evento è quello di favorire la condivisione delle informazioni sulle iniziative per la Cyber Security e la cooperazione fra le diverse entità istituzionali, industriali, accademiche e della Difesa presenti, nonché di contribuire all’apprendimento dello stato dell’arte in termini di soluzioni tecnologiche, organizzative e di servizi già disponibili e/o in sviluppo.

Presente all’evento il Presidente dell’AFCEA Naples Chapter, B. Generale (aus) Dario Nicolella che ha ritirato a nome del Capitolo di Napoli il premio “Capitolo Modello dell’anno” che viene conferito al capitolo che mira a rafforzare la struttura generale del capitolo stesso ed il programma delle attività riconoscendo quelli che soddisfano una rigorosa serie di criteri.

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DRONI Sicurezza e Protezione Civile, 18 marzo

Il Generale Dario Nicolella, Presidente dell’AFCEA Naples Chapter e Don Roberto Schiavone di Favignana, Presidente del Corpo Internazionale di Pubblica Assistenza Humanitas,

sono lieti di invitare la S.V. al convegno organizzato dalla NOVA Italia Onlus:

S.A.P.R.: UTILIZZO DEI DRONI PER LA SICUREZZA E LA PROTEZIONE CIVILE

Circolo degli ufficiali dell'Esercito Italiano, Piazza del Plebiscito 80132 Napoli

Venerdì 18 marzo-ore 9.30 – 18.00

Scarica il programma

DRONI MARZO 2016

Droni e telerilevamento: “L’utilizzo degli APR per la gestione del territorio e il controllo di infrastrutture e beni culturali”

La terza conferenza del ciclo “Roma Drone Conference 2015-16" tenutasi presso la Link Campus University di Roma il 20 gennaio 2016, ha riguardato uno dei settori applicativi più promettenti della tecnologia APR: l’osservazione e la gestione del territorio, sia per quanto riguarda le aree urbane che per i grandi impianti, oltre al controllo dei beni culturali ed al monitoraggio dell’ambiente. La conferenza ha visto riuniti i massimi esperti nazionali. Il programma ha avuto una prima sessione sulle nuove soluzioni tecnologiche, con la presentazione di droni e sensori da parte di aziende come FlyTop, Italdron, Virtual Robotix Italia, MicroGeo, Drone Service, Cardtech e Topcon Positioning Italy a cui è seguita la sessione dedicata a diversi progetti ed esperienze sul campo. Presenti anche enti e organizzazioni che hanno già iniziato o inizieranno presto a sperimentare l’uso degli APR in questi settori tra cui l'AFCEA Naples Chapter, il Corpo Internazionale di Pubblica Assistenza Humanitas e la NOVA Italia.

Armando Conti dell'ACI Consult ha mostrato come sono stati impiegati dei droni per attività di rilievo presenze di amianto attraverso sorvolo sul comune di Roma. Andrea Vecchi di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha illustrato una gara indetta per l'ispezione dei ponti tramite SAPR. Gara per ispezionare viadotti, ponti in alveo, ponti ad arco o in muratura, in aperta campagna ovvero fuori da aree critiche per ottenere un report fotografico ed un key plan generale e restituire anche un modello 3D affinché l'ispezione possa  essere effettuata in remoto, individuando facilmente i difetti, sostituendo la distanza di contatto con fasi di volo e modelli.

A margine della conferenza, a partire dalle ore 14, si è svolta invece un Question Time con l’ENAC sull’emendamento al Regolamento SAPR pubblicato a sorpresa lo scorso 21 dicembre, dove ad intervenire, oltre ad alti rappresentanti dell’ENAC, dell’ANSV e l’AM anche le Associazioni del settore droni, le aziende produttrici, gli operatori e la stampa specializzata.

Forti sono state le polemiche sorte nelle scorse settimane proprio sulle nuove norme per l’utilizzo professionale dei droni. L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ha infatti pubblicato un mese fa, a sorpresa, un emendamento alla seconda edizione del Regolamento sugli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). L’emendamento prevede, in particolare, nuove limitazioni riguardanti le operazioni di volo negli spazi aerei controllati (i cosiddetti CTR), le operazioni di notte e le caratteristiche dei mini-droni con peso fino ai 300 grammi. L’iniziativa dell’ENAC ha suscitato numerose polemiche da parte della drone community italiana: nei forum specializzati, sono state addirittura ipotizzate proteste pubbliche, azioni legali e interrogazioni parlamentari. Per fare chiarezza e smorzare i toni, nel dibattito pomeridiano, sono intervenuti l’ing. Alessandro Cardi, direttore centrale Regolazione Tecnica dell’ENAC, il gen. Roberto Cattaneo, capo Ufficio Generale Spazio Aereo e Meteorologia dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e il prof. Bruno Franchi, presidente dell’ANSV. Per il settore APR hanno partecipato i rappresentanti delle maggiori Associazioni FIAPR, UASIT, AiDRONi, EDPA e di due aziende FlyTop e Italdron e delle due principali testate specializzate DronEzine e Quadricottero News.

Dal dibattito sono emerse alcune contingenze della sicurezza volo che hanno portato alla modifica del regolamento. In particolare 150 m ( circa 500 piedi ) sono il limite operativo degli aeromobili militari ad alte prestazioni, che difficilmente eviterebbero una collisione incrociando un APR. I droni, secondo l'ultimo regolamento, possono operare in spazi aerei controllati senza fornitura di servizi fino a 70 m (circa 250 piedi) dove volano aeromobili (come gli elicotteri) che più agevolmente possono gestire eventuali "incroci" con droni per capacità di manovra.

Nella foto in basso da sinistra Vittorio Adelfi e Maria Danzi di NOVA Italia, Massimiliano Canestro in rappresentanza dell'Humanitas e dell'AFCEA Naples Chapter con Massimo Decker.

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L’ AFCEA Naples Chapter e l’Humanitas di Salerno al convegno “IL MEDITERRANEO AL CENTRO DELLE POLITICHE EUROPEE: IL RUOLO STRATEGICO DELL’ITALIA”

Si è tenuto il 26 giugno 2015, presso la sala delle assemblee del banco di Napoli, un convegno organizzato dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, per discutere del ruolo strategico dell’ Italia nel Mediterraneo. Interventi di Umberto Ranieri, Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa, Massimo Deandreis Direttore Generale SRM, Alfonso Iozzo Unione Europea dei Federalisti, Lucio Levi Università di Torino, Giandomenico Magliano Ambasciatore d’Italia a Parigi, Maurizio Massari Ambasciatore d’Italia al Cairo, Pasquale Terracciano Ambasciatore d’Italia a Londra (con video messaggio). Ha concluso i Lavori il Ministro Paolo Gentiloni.

Tutti i paesi del Mediterraneo crescono, € 9,4 Miliardi sono le esportazioni italiane verso i paesi che si affacciano sul mediterraneo e € 44 miliardi sono le esportazioni italiane verso il “Mediterraneo allargato”, più dell’ export verso gli USA che è pari a € 26 miliardi. Il 20% del traffico marittimo mondiale passa attraverso il mediterraneo ed il 6 agosto, con l’inaugurazione del raddoppio del Canale di Suez crescerà ulteriormente. Attualmente manca una politica EU orgnica sui flussi migratori, l’ISIS avanza senza tante resistenze, viviamo un rischio terrorismo ed un rischio energetico. Le primavere arabe sono quasi tutte fallite ed alcune hanno creato maggiori problemi con la nascita del califfato islamico. In questo scenario c’è un vuoto di potere degli Stati Uniti nel Mediterraneo e la Russia che ha partecipato in maniera attiva per risolvere i problemi legati all’uso delle armi chimiche in Siria e alla questione nucleare in Iran è attualmente sotto embargo con grave danno delle esportazioni italiane. Per mettere ordine nel Mediterraneo bisogna sicuramente iniziare dalla sicurezza, ricordando che non possiamo esserne più meri consumatori e dobbiamo aiutare gli stati arabi, prime vittime del terrorismo, a combattere i loro rinnegati. Contestualmente è necessaria una cooperazione strutturata permanente della Comunità EU per realizzare un piano di sviluppo comune con i paesi del Mediterraneo tenendo ben presente, come ricorda anche il Ministro Gentiloni, che la Centralità del Mediterraneo è un Obiettivo non una premessa essendo tale solo per l’Italia.

Presenti al Convegno anche il Generale dei Carabinieri Mottola, il Prefetto di Napoli Pantalone e diverse associazioni imprenditoriali ed enti tra cui L’Humanitas di Salerno e l’AFCEA Naples Chapter entrambe rappresentate dall'ing. Massimiliano Canestro, SMS Engineering Vice President.

L’Humanitas, corpo interazionale di pubblica assistenza, è spesso impegnata nell’accoglimento dei flussi di migranti nel porto di Salerno, sia durante l’Operazione Mare Nostrum che durante l’attuale Missione Triton, attraverso i suoi volontari che accolgono i disperati sulla banchina offrendogli un servizio di prima assistenza/soccorso e preparando loro un pasto.

AFCEA International è un’associazione senza scopo di lucro che che si rivolge ai militari, al governo, all’industria e alle accademie in qualità di foro etico per diffondere le conoscenze specialistiche dei settori menzionati ed incrementare le partnership nei settori delle telecomunicazioni, IT, intelligence e sicurezza globale. AFCEA sostiene la sicurezza globale incoraggiando una relazione cooperativa e stretta tra le Agenzie Statali, i militari e le industrie.

Il Ministro Paolo Gentiloni

«L’idea di chiudersi, l’isolazionismo, non è tra le carte che ci possiamo giocare».

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervenendo al convegno sul Mediterraneo organizzato a Napoli dalla Fondazione Mezzogiorno Europa.

«È già difficile raccontare un muro alla frontiera dell’Ungheria, e infatti mi pare che su questo si sia fatto qualche passo indietro – ha aggiunto – ma sicuramente un muro in mezzo al Mediterraneo non lo può immaginare neanche il più fantasioso degli ingegneri della paura collettiva».

Per il ministro «non abbiamo tra le carte giocabili quella dell’isolazionismo e dobbiamo giocare piuttosto la carta della responsabilità e della condivisione a livello europeo.

Con l’Unione Europea insistiamo perché sappiamo che la condivisione avrà due effetti: l’Europa riscopre la sua coscienza rivendicando i principi di civiltà e cultura giuridica alla base della sua civilizzazione, e ci aiuterà a gestire il fenomeno dell’immigrazione, che è l’obiettivo che un paese civile si deve porre», ha concluso Gentiloni.

Gentiloni

L’AFCEA Naples Chapter al Convegno: “LA TRASFORMAZIONE DELLO SCENARIO GLOBALE: OPPORTUNITA’ E RISCHI”

L'AFCEA Naples Chapter  al Convegno: “LA TRASFORMAZIONE DELLO SCENARIO GLOBALE: OPPORTUNITA’ E RISCHI”.

Organizzato dal Propeller Club, il 18 marzo 2015, presso l'Aula Magna dell'Università Parthenope di Napoli.

Dopo i saluti del presidente del Propeller Club, Umberto Masucci, e di Giosuè Grimaldi, presidente della Sede di Napoli dell'Istituto Italiano di Navigazione, si sono susseguiti gli interventi introduttivi di Umberto Leanza, consulente del Ministero degli Affari esteri, e di Umberto D'Amato, consigliere del Propeller Club di Napoli. La relazione sul tema del convegno sarà tenuta dall'Ammiraglio Rinaldo Veri, presidente CASD (Centro Alti Studi Difesa). Molto partecipata la discussione sull'utilizzo dei mezzi privati nel soccorso ai rifugiati in mare e sugli scenari derivanti dall'esplosione dei flussi migratori verso l'Europa utilizzando l'Italia come punto di accesso. Siamo forse difronte ad una possibile soft invasion da parte di popolazioni povere e/o da parte di disperati che scappano da guerre e devastazioni? Forse le Nazioni Unite devono autorizzare un intervento militare in Libia per controllare i flussi migratori che sono gestiti dai terroristi dell'ISIS? Siamo difronte una possibile invasione da parte del nuovo stato islamico che parte dal mediterraneo? questi e molti altri gli argomenti trattati. Presente anche l' AFCEA Naples Chapter guidata dal Presidente Gen Dario Nicolella, in foto con l'Amm.SQ Rinaldo Veri, l'ing. Giosuè Grimaldi e l' ing. Massimiliano Canestro in rappresentanza anche della Fondazione Humanitas, più volte coinvolta in operazioni di accoglienza dei rifugiati nel porto di Salerno, sbarcati nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum. L’Humanitas nel 2014 ha tra l'altro consegnato porprio all'Ammiraglio Veri nel 2014 un benemerenza, la Medaglia d'Oro al Merito Sociale dell’Humanitas.

AFCEA International è un’associazione senza scopo di lucro che che si rivolge ai militari, al governo, all’industria e alle accademie in qualità di foro etico per diffondere le  conoscenze specialistiche dei settori menzionati ed incrementare le partnership nei settori delle telecomunicazioni, IT, intelligence e sicurezza globale. AFCEA sostiene la sicurezza globale incoraggiando una relazione cooperativa e stretta tra le Agenzie Statali, i militari e le industrie.

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CREARE OPPORTUNITA’ DI LAVORO ATTRAVERSO L’AEROSPAZIO – UNIVERSITÀ PARTHENOPE 22-23 OTTOBRE 2014

L’Aerospazio è un volano della re-industrializzazione dell’economia italiana e campana.  Da questo assunto sono partiti  gli organizzatori del convegno internazionale sul futuro del comparto tenutosi a Napoli il 22 e 23 ottobre al Centro Direzionale presso l’Aula Magna dell’Università Parthenope. Il Comparto Aerospaziale/Aeronautico Campano conta oltre 130 Aziende, di cui 30 impiegano oltre 8.000 addetti, e con un fatturato superiore a 1,5 miliardi di Euro ovvero una quota superiore al 20% del Mercato Totale Nazionale.

L’evento è stato promosso nell'ambito del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea dall'ateneo napoletano Parthenope, dalla Pagnanelli Risk Solutions Ltd e da AEROPOLIS, l’associazione napoletana di operatori dell’aerospazio.

Il Convegno è stato aperto dal Prof. Vittorio Prodi, già Presidente di “Sky&Space Intergroup” del Parlamento Europeo e ha ricevuto il patrocinio di numerosi enti, tra cui EASA, Royal Aeronautical Society, ENAC, ANSV, CIRA, AIDAA, Aeronautica Militare, Aero Club d’Italia, ANPAC, EGNOS e molti altri. L’Evento ha visto la partecipazione dell’ Assessore al Lavoro della Regione Campania, Severino Nappi, esperti dell’Unione Europea, rappresentanti di ASI, rappresentanti dl DAC, il Presidente Antonio Ferrara di AEROPOLIS  e del presidente del CIRA il prof. Luigi Carrino. Diverse le sessioni di approfondimento in programma,tra queste quelle dedicate all’aviazione generale, allo sviluppo di aeromobili di nuova generazione, alle nuove attività commerciali nello spazio e un focus sulle PMI del comparto aeronautico campano.

Durante i due giorni di lavori al Centro Direzionale di Napoli si sono alternati i contributi di EASA, EAS, Aeronautica Militare, ANPAC e aziende come PIAGGIO AEROSPACE con Gianvito Apuleo (in foto sotto mentre presenta il P180 EVO), ATITECH, TECNAM, DEMA con Assia Viola, TESI, ABETE con Giovanni Abete, K4A, Telespazio, STASA, Thales Alenia Space Italia, Space Renaissance e le start-up D-Orbit, Ship in Space, Trans-Tech,  AirMovie Lab, Cloud Cam con Pietro Graceffa, FlyTop, Skyline con Michele Fazio (in foto sotto con Massimiliano Canestro e Vittorio Adelfi del CIFIT) e TopView con Nicola Formicola (in foto sotto con Massimiliano Canestro mentre mostra l’ APR Prodigy con telaio in legno).

L’evento è stato organizzato anche con il contributo di Roma Drone Expo&Show ed ha visto tra gli altri la partecipazione di ENAC con Carmine Cifaldi, i distretti aerospaziali di Campania e Puglia, Università di Bologna, Università di Messina, UASiT, ASSORPAS e EuroUSC-Italia.

Presente all’ evento anche l’AFCEA Naples Chapter con il Segretario Massimiliano Canestro. Una Sessione a parte c’è stata sugli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) partendo dalla normativa attuale per il loro utilizzo sino alle startup, di cui alcune campane, per la loro produzione.

Durante i break, la SMS Engineering ha presentato ad alcuni degli operatori presenti la Soluzione Software NMCs (Non Conformity Management System) per la gestione delle Non Conformità di Processo in produzione, problematica molto sentita nel settore Aeronautico/Aerospaziale.

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WORKSHOP: SECURITY LIAISON OFFICER AS A PART OF CRITICAL INFRASTRUCTURE PROTECTION STRATEGY 25/06/14 – lunedì 30 giugno 2014

25 giugno 2014, Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari - Camera dei Deputati - Via di Campo Marzio, 78 – Roma.

Evento finale del progetto europeo SLO – Security Liaison Officer. Durante la Conferenza sono stati presentati i risultati del progetto SLO al fine di definire un quadro normativo comune sulla posizione del Security Liaison Officer in Europa. La Direttiva 2008/114/CE, prevede l’obbligo, per gli stati membri dell’Unione Europea, di designare uno SLO (Security Liason Officer) per ogni singola infrastruttura critica Europea. La direttiva tuttavia, non fornisce ne indicazioni sul ruolo, né sulle responsabilità e competenze dello SLO. Compito del “Progetto SLO” è quello di fornire risposte che possano aiutare a colmare questo vuoto normativo. Per maggiori informazioni sul progetto SLO visitare il sito http://www.slo-project.eu/

“Lo SLO deve essere una interfaccia che deve conoscere le infrastrutture. Contestualmente deve saper colloquiare con l’alta direzione e con gli operativi” – Afferma il Prof. Roberto Setola (Direttore del Master in Homeland Security dell’ Università Campus Biomedico di Roma, in foto con il Segretario dell’AFCEA Naples ChapterMassimiliano Canestro). Lo SLO dev'essere un team leader ed un comunicatore, non è fondamentale una formazione militare ma è importante un background accademico ed una formazione continua…è una figura professionale che non deve appartenere solo al dominio privato ma questa “interfaccia” deve'essere prevista anche in ambito pubblico per necessità di sicurezza nazionale.

“ La Direttiva 2008/114/CE è il Principale strumento che si è dato la Comunità Europea per la protezione e la sicurezza delle Infrastrutture critiche Comunitarie” – ribadisce il Col. Paolo Puri, Ufficio dl Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Protezione delle infrastrutture critiche di un paese è un indice di buon governo del paese stesso. Secondo la direttiva un’infrastruttura critica comunitaria è tale se è ubicata all'interno degli stati membri e se il suo danneggiamento o la sua distruzione provoca impatti negativi sull'intero paese in cui è localizzata. Un nuovo approccio alla direttiva ha individuato quattro infrastrutture critiche europee: 1) Galileo 2) Euro control 3) La rete di trasporto energia 4) La rete di trasporto gas. In Italia la direttiva non ha avuto alcuna attuazione se non nel 2014 con alcuni provvedimenti di specie.

Molto interessante l’intervento dell'ing. Lorenzo Fiori, Senior Vice President di Finmeccanica. Dev'esserci una collaborazione pubblico-privato ma anche pubblico-pubblico e privato-privato per la prevenzione. Dev’esserci un cambio di paradigma “From need to know -> to need to share”. La cultura della condivisione della sicurezza abbatte i costi e diminuisce i rischi.  All'interno del Workshop, al quale hanno partecipato grandi esponenti della security aziendale nazionale tra cui ENAV, ENI, Gruppo Ferrovie dello Stato, Camera dei Deputati ed è stato presentato anche la VII edizione del Master in Homeland Security, in partenza a dicembre 2014. L’AFCEA Naples Chapter ha voluto essere presente all'evento, non solo per manifestare per l’interesse verso il Progetto SLO ma soprattutto per ribadire l’importanza del Master in Homeland Security diretto dal Prof. Roberto Setola finalizzato a creare profili professionali fondamentali nella vita delle imprese, come il Chief Security Officer (CSO) e non solo!